The ancient and famous city of Los Angeles

Scritto da Elena Vetere

Trentacinque anni dopo la prima apparizione cinematografica dei replicanti e delle loro nemesi, i Blade Runners, il regista e sceneggiatore canadese Denis Villeneuve – già autore del recentissimo Arrival – ripropone al pubblico degli anni 2000 le vicende che traggono, ancora una volta, diretta ispirazione dal romanzo Do Androids Dream of Electric Sheep? (1968 ) del visionario Philip K. Dick.
Presentato come un sequel del rinomato predecessore, Blade runner 2049 punta a riproporre e far rivivere le fumiganti atmosfere ipermetropolitane concepite da Ridley Scott negli anni ottanta e portate ora all’estremo grazie anche all’ ottimo lavoro del direttore della fotografia Roger Deakins.

I primissimi fotogrammi palesano subito l’intento principale del film, che mira a stupire attraverso l’...

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Homeland – Il post 11 settembre con l’agente Carrie Mathison

Scritto da Francesco Cerminara

11 settembre 2001. Basta citare la data per riaccendere l’incubo: aerei che colpiscono le Torri Gemelle del World Trade Center di New York, urla, fumo, sirene dei pompieri. Il grande dramma della nazione più influente al mondo che investe tutto l’Occidente. Guardare gli aerei in cielo, da quel giorno, rievoca brutti ricordi o fa temere il loro ripetersi. La pensa così Carrie Mathison, agente della Cia protagonista della serie tv Homeland di Howard Gordon e Alex Gansa, che non riesce a perdonarsi di essersi fatta sfuggire qualcosa in quella mattina del 2001. Il senso di colpa e un’inclinazione all’autodistruzione l’hanno accompagnata dalla prima fino alla sesta e per ora ultima stagione.

La signorina è bipolare e dopo aver ricevuto un’imbeccata crede che il “resuscitato” marine ...

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Per Aspera ad Astra

Scritto da Giuseppe Balestra

Per Aspera ad Astra (2013)

Inchiostro su carta, tratteggio e puntinismo, 29,6 x 48cm

<< There are my ‘Poe’ pieces and my ‘Dunsany’ pieces – but alas – where are any ‘Lovecraft’ pieces? >>

(H. P. Lovecraft a Elizabeth Toldridge, 8 Marzo 1929.)

Giuseppe Balestra “GB”, 1991, è un illustratore autodidatta specializzato nell’uso di pennini ad inchiostro con tecniche classiche di Tratteggio e Puntinismo.

I suoi soggetti si rifanno spesso a Letteratura e Cinema, ed è infatti possibile trovare alcune delle sue locandine negli artbook PosterSpy’s Movie Poster Collection, edito in Francia e Inghilterra da PosterSpy e ARTtitude, e in The Thing: Artbook, edito negli USA da Printed in Blood e Stormking Production per celebrare i 35 anni del film “The Thing – La Cosa” di John Carpenter...
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L’immagine che resta – Impressioni da Venezia ‘74

Scritto da Martina Puliatti

Conclusasi da qualche tempo la settantaquattresima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia i bilanci non tardano ad arrivare, come sempre facendo i conti con il famigerato scarto tra critica e pubblico, tra i commenti ancora vividi degli scontenti di turno e di quelli che si dicono comunque appagati dall’offerta ricevuta in quest’edizione così acclamata...

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Rune di un passato futuro

Scritto da Luca Vecchio

Credo che i Grizzly Bear non apprezzerebbero questa mia recensione, sempre ammesso che possano leggerla in qualche modo. Non perché sia una recensione raffazzonata e/o brutta (anche se questo lo lascio giudicare a voi ed in caso a loro) ma perché i GB sono evidentemente una band che non si lascia influenzare, che non scende a compromessi e che ha una libertà creativa ed espressiva ormai molto rara. Ed Roste, cantante e compositore di gran parte dei testi, ne è la perfetta esemplificazione. La sua attività social è sempre stata affascinante per me: si nota spesso che il suo esser Diva è un elemento vero, non costruito...

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Lezioni del prof. Sam Patti al corso CLIA – Unical

Scritto da antecritica

Il 3 ottobre, in aula Spezzaferro all’Unical, avranno inizio le lezioni del prof. Sam Patti, nell’ambito del corso CLIA (Cultura e Letteratura Italiana Americana) della prof.ssa Margherita Ganeri. Un’occasione di approfondimento, discussione e confronto da non lasciarsi sfuggire.

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L.A. Confidential: (soprav)vivere e morire a Los Angeles

Scritto da Francesco Grano

C’era una volta la Hollywood classica, fatta di lustro e di enormi produzioni cinematografiche. E con essa c’erano quei generi filmici, come il noir, che mettendo in campo nomi di grandi attori come Humphrey Bogart o Robert Mitchum, hanno dato vita a un immaginario collettivo fatto di uomini duri, irriducibili, spietati e – al contempo – con un passato oscuro, spesso fatto di violenza. Titoli come Il mistero del falco e La fiamma del peccato hanno dipinto il ritratto di una società torbida, fatta di cupe macchinazioni e segreti indicibili. Almeno fino al tramonto della Hollywood dei tempi d’oro – la quale tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta ha lasciato spazio alle nuove e rivoluzionarie leve della New Hollywood – il noir ha fatto la parte del leone, per...

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Cristina è complicata

Scritto da Luca Pizzimenti

Immaginate che questa foto sia ridotta al solo spazio centrale, tagliata verticalmente. Avreste il palazzo di vetro e tutte le sue deformazioni ottiche, l'ombra del lampione che richiama il lampione reale, la scritta sul vetro - "Cristina è complicata" - che dà senso alla foto; e poi lei, "Cristina", bellissima nei suoi misteriosi turbamenti, non passerebbe più inosservata, sotto l'orizzonte, come ora. Ma è nel passare inosservata che sta la sua bellezza, ed ecco che la foto non può che essere turbata e imperfetta come lei.

“Ailleurs, bien loin d’ici ! trop tard ! jamais peut-être !
Car j’ignore où tu fuis, tu ne sais où je vais,
O toi que j’eusse aimée, ô toi qui le savais !”

                                                                                                                                                                                                                               Da “A una passante” di Baudelaire.    
Ritagliando in senso verticale lo spazio centrale della foto s’avrebbe il palazzo di vetro e tutte le sue deformazioni ottiche, l’ombra del lampione che richiama il lampione reale, la scritta sul vetro – “Cristina è complicata” – che dà senso alla f...
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Twin Peaks Revolution

Scritto da Sergio L. Duma

Che la terza stagione di Twin Peaks avrebbe suscitato un putiferio era prevedibile, considerando che il suo autore, David Lynch, divide da sempre pubblico e critica. La presenza di Mark Frost, altra mente fondamentale della celebre serie televisiva, poteva però indurci a pensare che stavolta il regista di Velluto Blu e Mulholland Drive ci avrebbe offerto una trama meno cervellotica. Non è stato affatto così, invece. Non solo la terza stagione di Twin Peaks si è rivelata più contorta delle precedenti ma si è dimostrata un prodotto inclassificabile che non rientra neanche nei canoni della serialità televisiva più sofisticata degli ultimi anni. Alcuni l’hanno definita ‘telecinema’ e Lynch, d’altro canto, l’ha considerata un film di diciotto ore e non un serial...

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L’animale che diventò un dio: l’evoluzione secondo Yuval Noah Harari

Scritto da Alberto De Luca

Il pensiero scientifico odierno ritiene che sia un dato pressoché inconfutabile (nonostante il dibattito sia ancora forte in molti paesi) il fatto che la legge che sta alla base dei processi biologici sia l’evoluzionismo o, per usare un espressione più mainstream, la legge del più forte. Dato ciò per assodato, una delle domande più frequenti che si sono posti antropologi, biologi, etnologi e storici è come sia stato possibile che l’uomo, che in epoca preistorica era un “animale insignificante, il cui impatto sull’ambiente in cui viveva non era superiore a quello di gorilla, lucciole e meduse”, sia diventato l’essere dominante sul nostro pianeta. A questa domanda cerca di rispondere lo storico israeliano Yuval Noah Harari, autore del volume Da animali a dèi: breve storia d...

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