Monthly Archives febbraio 2014

Sanremo e la guerra

Scritto da Francesco Corigliano

Cominciamo da un dato di fatto. Io, Sanremo, non l’ho guardato. E non perché non ho la televisione. Non l’ho guardato e basta.Andiamo al secondo dato di fatto che, tra l’altro, è il punto fondamentale della questione. Io Sanremo non l’ho guardato, ma è come se l’avessi guardato. Perché mi è bastato appena transitare nello spazio telematico, e televisivo, giusto un attimo, per venire bombardato dagli avvenimenti più importanti, le persone più interessanti, i fatti notevoli. Tutti a parlarne, e a parlarne così tanto che sembrava non si potesse discutere di altro. Un fatto decisivo, fondamentale, sconcertante.

Non intendo parlare della qualità del programma. Pare doverosa un’osservazione, importante, che prenderà giusto spunto dal momento sanremese...

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“If it’s not new and never gets old, then it’s a folk song!” (Nella testa di Llewyn Davis)

Scritto da admin

1961, Gaslight Cafe – sul palco, siamo nel Greenwich Village a New York, si sta esibendo Llewyn Davis (Oscar Isaac), volto e accordi noti agli avventori abituali del posto. Un musicista folk in piena regola. Bohemien, couchsurferantesignano, alla continua ricerca di contanti che, inutile dirlo, scarsamente riesce a racimolare. Il tentativo di sbarcare il lunario è l’iter di questo antieroe – dal temperamento costantemente oscillante fra il cinico e l’irabondo – che segue tale impervia strada per l’intera pellicola, in un mondo costellato di personaggi picareschi e fuori dall’ordinario: ex-amanti, vecchi amici, colleghi e antagonisti musicisti, inefficienti agenti dello spettacolo, per citarne solo alcuni...
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Soddisfazioni

Scritto da Francesco Corigliano

Il colonnello fissa il prigioniero, serio.- Ebbene – dice, – agente Aquila Nera, siamo giunti alla fine.
L’altro è strettamente legato al tavolo metallico; attorno, i dodici trapani elettrici sono pronti a entrare in funzione e crivellare lentamente e dolorosamente il corpo dell’agente dei servizi segreti. Poco sopra, il lanciafiamme binato finirà poi il lavoro, bruciando i resti bucherellati del corpo e disinfettando il tavolo con il calore.
– Beh, alla fine ce l’ha fatta, colonnello Crow – dice Aquila Nera, sputando via un po’ di sangue, – mi ha trovato e mi ha catturato.
– Già – sorride l’altro, – ma non vedo come avrebbe potuto essere altrimenti. Era tutto a suo sfavore, agente, tutto…vorrei dire che mi dispiace, ma non sono abituato a dire bugie.
– Tsk, forse non è abi...

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