Monthly Archives aprile 2014

BESTIE LETTERATE: Supercanismo e Futurismo Felino

Scritto da Francesco Corigliano

Il movimento del Supercanismo Canino prese invece le mosse dai sistemi filosofici sviluppati da Friedrich Bautzsche, pensatore tedesco promotore del neo-romanticismo europeo del Duemila. Rifacendosi a Nietzsche, Bautzsche teorizzò la necessità di una nuova presa di coscienza per tutta la razza canina, la quale avrebbe dovuto affrancarsi da quella umana per raggiungere uno status nuovo, quello dell’Oltrecane (o Uber-hund).
In Italia queste proposte vennero raccolte da un alano pescarese, già inserito nei circuiti culturali e letterari dell’epoca, distintosi per la bravura nell’abbaiare ai visitatori della casa dei suoi padroni: Gabriele t’Annunzio(1985-2060)...
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Dimmi che selfie-ti-fai e ti dirò chi sei

Scritto da Annarita Lista

Articolo di Annarita Lista

In principio era il verbo fotografare. Dagherrotipi, cartoncini, carta-lucida, diapositive: tutta la coniugazione si svolge lungo gli ultimi due secoli, ci avvolge di carta, ci illumina di proiezioni, ci sorprende con lo sviluppo istantaneo delle scomode-costose e voluminose come una boule di Chanel, ma pur sempre affascinanti, Polaroid. Il digitale ha modificato modo e mercato delle foto: il parsimonioso uso dei rullini (mi chiedo per quanto tempo ancora continueremo a ricordarne il meccanismo di inserimento nelle macchine casalinghe) e il costo delle stampe riservavano gli scatti, accompagnati dalla rotella di ricarica del flash e di avanzamento della pellicola, a momenti di convivio, vestizioni a festa, soffi di candeline...

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PERISTALSI SOCIALI – Gli pseudo-intellettuali e alii. Gli hipster

Scritto da antecritica

Articolo di Alessandra Pappaterra

Passiamo adesso alla seconda ramificazione, molto più in voga degli IDC nell’ultimo decennio e decisamente ancora non storicizzata, ma impegnata ugualmente nella diffusione di una (irraggiungibile) verità (ovviamente racchiusa nel loro stesso splendore). Parliamo dei fantomatici Hipster.

Seguendo la definizione fornita da Wikipedia, dicesi Hispter quella categoria di ragazzi bianchi, che alla fine degli anni Quaranta emulavano lo stile di vita jazz degli afroamericani.

Dicesi Hipter oggi persona di media cultura che nel suo cerchio di neuroni è vivamente convinta che la sua eccezionalità sia da ricercare nella settorializzazione del sapere più desueto e anonimo, con particolare riferimento a qualsiasi tipologia stile di vita che la massa non è in grad...

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L’incoscienza del male. “Nebbia e cenere” di Eraldo Baldini

Scritto da Francesco Corigliano

Nebbia e cenere si dimostra una produzione interessante, nonostante l’approccio originale ad un tema non altrettanto particolare, e finisce col rientrare perfettamente nella tradizione romanzesca italiana.
La narrazione si fonda sul lento decadimento di un quarantenne, intellettuale fallito e disilluso ormai ridotto alla guida di uno scuolabus, che dopo la fine di una relazione amorosa resterà talmente ossessionato dalla donna perduta – Serena, che è, al contrario di lui, un’intellettuale di successo e affermata (nonostante una simile situazione di partenza) – da trasformarsi inconsapevolmente in un maniaco e, successivamente, in un omicida.
Attorno al protagonista Bruno – il quale racconta tutto in prima persona – ruotano una serie di personaggi secondari, minori di nome e di f...

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PERISTALSI SOCIALI – L’impiego vacante

Scritto da antecritica

Articolo di Alessandra Pappaterra
 

C’era una volta una piccola biblioteca di paese, situata in un antico palazzo settecentesco del centro storico. Era anche ben fornita, se prendiamo in considerazione i parametri con cui le amministrazioni comunali ritagliano dei fondi per le attività sociali e culturali. Nella sala centrale si ergeva possente la statua in marmo del dedicatario della struttura, noto poeta locale del tutto ignorato dal resto dei centri limitrofi, per non parlare delle diramazioni che più contano, quindi a livello provinciale e nazionale.

Tutto il patrimonio librario della struttura era ben custodito in scaffali di legno di ciliegio, accuratamente riparati dalle vetrinette...

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La macchina

Scritto da Francesco Corigliano

– Si può, Gandoni?
– Come no, Zambini. Vieni, vieni.
L’uomo avanzò attraverso lo studio. Mingherlino, stempiato, con un baffetto di quelli che paiono voler nascondere qualcosa, o ostentarla. Portava un semplice pantalone grigio e una camicia bianca, stringendo tra le mani una cartelletta di cuoio.
L’editor lo aspettava oltre una spartana scrivania metallica. Era robusto, sudaticcio, mezzo appiccicato alla poltrona di finta pelle. Con un gesto indicò a Zambini una seggiola, e l’altro vi s’accomodò.
Rimasero a osservarsi, per alcuni secondi. Entrambi montavano un sorriso poco convinto. Durò poco, però.
– Allora, Zambini, che m’hai portato?
L’uomo aprì la cartella e tirò fuori un gruppo di fogli, stampati a caratteri fitti...
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L’Ora della Paura

Scritto da Francesco Corigliano

Quanto accaduto al giornale L’Ora della Calabria (se non conoscete ancora i particolari della vicenda, potete leggerli qui  e qui ,o in tanti altri siti) non è semplicemente increscioso, triste, sconfortante e grottesco. È sì tutte queste cose, ma non soltanto. È, infatti, anche emblematico, e costituisce una rappresentazione perfetta di un modo di pensare, di un modo di agire che attecchisce egregiamente qui nel Sud ma che, a mio modesto avviso, se la passa bene anche nel resto d’Italia.

Un modo di pensare che ostenta – si badi bene, ostenta – una visione del giornalismo come capriccio, quasi un favore concesso da chi ha i soldi per poter far stampare quotidiani; una visione del giornalismo come storiella, chiacchiericcio di paese, ma di quel tipo di paese in cui si parla solo ...

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PERISTALSI SOCIALI – Gli pseudo-intellettuali et alii. I fricchettoni

Scritto da antecritica

Articolo di Alessandra Pappaterra

Il discorso sul travestimento da intellettuale non si è assolutamente concluso con qualche paragrafetto illustrativo sulla branca meno interessante di questo social trend..

Oggi entreremo nel vivo della questione, analizzando le ramificazioni (forse troppe) atte a denominare coloro che sicuramente non sono ignoranti, avendo portato fin dall’infanzia un percorso di acculturazione, ma che per qualche incidente di percorso sociale hanno deciso di pretendere di dimostrare, anche ai soli passanti, una cultura sterminata e rivelatrice contenuta nelle loro possenti sinapsi.

Fuor di parafrasi, oggi parleremo degli Intellettuali del cazzo...

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Unical, incubi in cubi

Scritto da Francesco Corigliano

In questi giorni si è letto e sentito molto in merito all’aumento delle tasse all’Unical. A causa dei nuovi parametri sul reddito, la seconda rata della retta annuale ha raggiunto, per alcuni, cifre esorbitanti. Per altri, invece, si è ridotta. Ma ciò di cui si parla, naturalmente, riguarda solo gli aumenti: e giù di critiche e controcritiche al sistema di tassazione, al Centro Residenziale, a quest’università che proprio non se ne può più, che diamine, noi ci dobbiam laureare.

Non entrerò nel merito riguardo la questione economica. Mi limiterò a dire che l’Unical era uno degli atenei dalle tassazioni meno onerose, prima di questo intervento, ma che una redistribuzione del carico delle tasse – se fatta con criterio – non può che giovare a tutti...

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PERISTALSI SOCIALI – Oggi quasi quasi …mi travesto da intellettuale

Scritto da antecritica

Articolo di Alessandra Pappaterra

 
Cari amici, oggi parleremo di autostima in termini di social network, o per meglio dire: di quanto la moderna tecnologia abbia innalzato il livello di “eccezionalità” negli ultimi anni...
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