Monthly Archives aprile 2014

Il ritratto di Jennie

Scritto da Silvio Scarpelli

Nel 1948 escono una serie di capolavori destinati a diventare punti di riferimento per la settima arte: due film neorealisti come Ladri di biciclette e Germania anno zero; due dei più grandi western americani Il tesoro della Sierra Madre e Il fiume rosso; Hitchcock con i lunghi piano-sequenza di Nodo alla gola; la tragedia travestita da melò di Scarpette rosse. In sordina, David O. Selznick e William Dieterle, il primo produttore e il secondo regista, creano una miscellanea tra il grande cinema classico americano e l’espressionismo tedesco. Infatti, se Selzinick era uno straordinario produttore di pellicole di successo come Via col vento o Rebecca, Dieterle proviene da ambienti espressionisti (aveva recitato tra l’altro nel Faust di Murnau e nel meraviglioso film di Leni, Il gabinett...
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La retrodatazione del bovarismo. L’avvelenamento letterario come fenomeno patologico in Gaspara stampa e Isabella di Morra.

Scritto da antecritica

Articolo di Alessandra Pappaterra


«Life? Literature? One to be made into the other? But how monstrously difficult!». Leggendo Orlando di Virginia Woolf, da cui è tratta questa affermazione, si può riflettere su quanto spesso la quotidianità sia espressione di un’esistenza in cui l’idealizzazione di ciò che non si è viaggi di pari passo con la vita concreta, edificando un binomio capace di determinare e influenzare la realtà.
Quando, nel 1857, Emma Bovary compare sulla scena, incarnando l’emblema di questo sistema binario “vita-letteratura”, si assiste alla nascita di uno studio critico e, successivamente, anche psicanalitico del bovarismo come patologia...
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