PERISTALSI SOCIALI – Gli pseudo-intellettuali et alii. I fricchettoni

Scritto da antecritica

Articolo di Alessandra Pappaterra

Il discorso sul travestimento da intellettuale non si è assolutamente concluso con qualche paragrafetto illustrativo sulla branca meno interessante di questo social trend..

Oggi entreremo nel vivo della questione, analizzando le ramificazioni (forse troppe) atte a denominare coloro che sicuramente non sono ignoranti, avendo portato fin dall’infanzia un percorso di acculturazione, ma che per qualche incidente di percorso sociale hanno deciso di pretendere di dimostrare, anche ai soli passanti, una cultura sterminata e rivelatrice contenuta nelle loro possenti sinapsi.

Fuor di parafrasi, oggi parleremo degli Intellettuali del cazzo. Sì, avete letto bene! Ho volutamente impiegato un turpiloquio nella nomenclatura di questa specie sociale sempre più in aumento.
La parola cazzo è espressione gergale, volgare, derivante proprio da vulgus: sì, avete capito bene, la plebe del nostro precedente “Quasi quasi oggi mi travesto da intellettuale”, poiché evidenti cadute di stile annullano il loro processo di reale acculturazione gettandoli nelle bolge più borghigiane.

Per nostra sfortuna gli intellettuali del cazzo (d’ora in avanti IDC) brulicano fra le nostre città e si diversificano anche in diramazioni di correnti di pensiero.

Partiamo dalla basic e ormai desueta:

I FRICCHETTONI

Dicesi fricchettone individuo avvistato in abbigliamenti vistosamente anacronistici, databili ai primi anni 70 della beat generation. Quasi sempre indossa indumenti trasandati e colorati. Per la corrente maschile si tengano presenti eskimo invernale, jeans sbiaditi, maglioni sformati alla Guccini docet, occhiali da sole alla John Lennon ( tondi, piccoli a tal punto da lasciar intravedere le ciglia!). Tenuta estiva: stesso jeans e T-shirt dell’ultimo concerto della Bandabardò/ Modena City Ramblers, in alternativa anche Bob Marley).

Outfit femminile: gonne lunghe, di lino/cotone, t-shirt smanicata o top, bracciali (troppi), orecchini (ancora di più), sandalo made in Gerusalemme. Outfit Fall/winter: cfr. look maschile ma senza eskimo e maglioni meno sformati. Make up: le poche temerarie osano enfatizzare le occhiaie pandesche con un kajal più nero della notte, sbavato grossolanamente nella rima interna dell’occhio. Tutto il resto sono solamente soldi sprecati perché il trucco non è un miglioramento, ma un modo per nascondere le proprie incertezze e debolezze dietro una maschera!

Uomini e donne, (se la famiglia non arriva alle pratiche esorciste) amano anche tormentarsi la capigliatura con qualche rasta, anche chiamato Dread, si tenga presente che la seconda variante è più apprezzata perché più sofisticata e indice di un chissà quale percorso spirituale nascosto dietro tal ammucchiamento di chioma all’aura sparsa. Non domandate mai come vengono lavati tali oggetti, grande simbolo di suddetto status vivendi!

Nel suo habitat naturale il fricchettone si aggira con accurata nonchalance, sicuro del suo posto nel mondo, dei suoi valori e disvalori, delle sue disinibizioni, della naturalezza che brulica in lui in opposizione al grigiume e del piattume che annebbia le giornate dei ghetti di ricchi e borghesucci di massa.

Respira a pieni polmoni tutto ciò che è salutare e si ciba essenzialmente di antichi sapori – di solito perduti a causa delle troppe catene di fast food americani che ci hanno monopolizzato e globalizzato, impedendoci di continuare a cercare la bellezza insita nelle tradizioni popolari e negli antichi gusti. Cipolle dell’orto del nonno, pane sfornato in casa della zia, polpettone di mammà abbondano sulle loro tavole, riscaldati da un rosso ruggine di quarta mano dal retrogusto di suola di scarpa di camionista in campeggio ad Ostia…

Il fricchettone, se studia, è perennemente fuoricorso, perché lui vive, assapora la giovinezza, questi stralci di felicità che verranno a mancare quando mamma e papà avranno deciso che la pacchia è finita e da domani a lavorareee!
Ops, cioè , volevo dire che vivono fino all’ultimo conato di vomito il proprio coma etilico, perché quello sì che è una vera perla di saggezza da raccontare ai nipoti un giorno… Eh sì, cari miei, tanto tempo fa, quando ero giovane e bella sono stata in Erasmus a Barcellona. Voi non potete capire: sono stati i mesi più belli della mia vita: ho visto cose che le vostre piccole menti non potrebbero neppure immaginare, tipo la mattina in cui stavo soffocando nel mio sacco a pelo sulla spiaggia, quando il sole cocente ricordava al mio ultimo neurone rimasto in trasferta: “alzati se non vuoi soffocare”! Sapeste che bello, noi ancora dovevamo rincasare e le famiglie portavano i bimbi in spiaggia..Quelli si che erano tempi, quando uscivi da casa e non sapevi dopo quanti giorni saresti tornato per farti una doccia di fretta!

Piccola clausola prima di chiudere la nostra disamina.

Fate attenzione all’individuo femmina tipo che, come qualsiasi donna, nel periodo premestruale, durante un attacco di fame nervosa e vogliosa è capace di divorare un intero barattolo di nutella e svariati prodotti Kinder, purché stracolmi di cioccolato, mandando al diavolo qualsiasi piano alimentare no global. Inoltre, durante la primavera, non è da escludere che se un rivenditore di Herbalife bussa alla sua porta per tentare di convincerla a non farsi scappare l’offerta “su compra ora e per tre mesi ti regaliamo 50 capsule drenanti-dimagranti-antismagliature-vs cellulite etc etc.” ebbene si, anche lei cederà ai canoni estetici dettati da chi non sa cogliere la bellezza nelle curve della Venere botticelliana, a tal punto che il giorno dopo la ritroverete a misurare il girovita della sua gravidanza alcolica con la speranza che Herbalife ( tanto è tutta erba…quindi non fa male. anzi!) possa restituirle la tonicità perduta nei logori mesi invernali.

P.s: Dio Faber è stato un grande, peccato che copiava da Brassens! Meglio Giorgio Gaber! Hai mai ascoltato su You tube l’elogio che fa sul comunismo? NO? Cerca Qualcuno era comunista perché… piango ogni volta che l’ascolto, specialmente la parte in cui dice: “Qualcuno era comunista perché la Russia va piano ma lontano!”

Continua

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