PERISTALSI SOCIALI – Oggi quasi quasi …mi travesto da intellettuale

Scritto da antecritica

Articolo di Alessandra Pappaterra

 
Cari amici, oggi parleremo di autostima in termini di social network, o per meglio dire: di quanto la moderna tecnologia abbia innalzato il livello di “eccezionalità” negli ultimi anni. Scorrendo sui profili di amici e conoscenti, o anche semplicemente leggendo ciò che loro stessi diffondono sulla propria bacheca di Facebook, (perché sì, è sempre lui il soggetto promotore di innovativi studi sull’andamento sociologico contemporaneo) troppo spesso si avrà la fortuna di leggere stati del genere: “non sono una persona normale, voglio essere l’eccezione alla regola”, o anche “ una persona vera è quella che si interroga laddove gli altri camminano come se fossero una mandria di pecore”, ma possiamo anche enfatizzare il tono con “un bambino che legge sarà un adulto che pensa” fino a raggiungere la summa delle profezie del riscatto dalla massa: “tizio ostinato e contrario”.
 
Se si è “speciali” ci si iscrive anche alle pagine che suggeriscono le frasi adatte da fare proprie, quelle con tanto di immagini ad effetto, così profonde da lasciar sbalordito il lettore per tre secondi e mezzo.
Si inizia a sfogliare citazione su citazione, a condividerne il pensiero e automaticamente ad accalappiare un’ideologia di qualcuno che fino a pochi istanti prima non si conosceva. Dulcis in fundo, potrete ammirare interi profili che oscillano tra gli altarini celebrativi in nome del dio Faber e la filosofia spicciola e quotidiana, dove se la giocano Paulo Cohelo, Madre Teresa di Calcutta, Alda Merini e addirittura (tremate) Fabio Volo!
È purtroppo universalmente riconosciuto che la rapida diffusione di informazioni ha lasciato libera la massa di inciampare causalmente nella bellezza nascosta nelle parole, negli stati d’animo di grandi pensatori (Volo a parte!) attraverso una tipologia di studio repentina, anzi oserei dire istantanea!
Condividendo il pensiero di qualcuno è come se tu, lettore ignorante, te ne stessi appropriando, come se l’atto della condivisione “tecnica” coincidesse con un percorso personale di studi e approfondimenti che ti ha portato ad abbracciare una filosofia di vita, a farla tua perché si rispecchia nella tua quotidianità (che vivi negli istanti in cui non prendi in mano uno smartphone o un tablet).
La maggioranza, che poi è sempre quella fetta di persone che non riesce a cogliere il vero significato degli eventi, ormai è arrivata a vomitare perle di saggezza (altrui), per resettarle dal proprio cervello (a meno che non vengano anche condivise come immagine di copertina!) due secondi più tardi. Di conseguenza e per fortuna il processo di acculturazione non è avvenuto!
Come si arriva a rispecchiarsi in una filosofia di vita, in un pensiero in cui trovare risposte, consolazioni, emozioni? Chi pensa realmente sa dove cercare, non pretendere di trovare una qualche fonte di verità.
Tutto il resto è un breve caos, uno scalpore istantaneo, un “molto rumore per nulla”.

One comment to PERISTALSI SOCIALI – Oggi quasi quasi …mi travesto da intellettuale

  • Salvatore Capolupo  says:

    Impeccabile. Tra l’altro la condivisione di determinate pagine che propinano le perle in questione corrisponde a precise esigenze di marketing. Vallo a spiegare… 🙂

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