Monthly Archives giugno 2014

I sogni segreti di Walter Mitty, ovvero Elogio della divina insicurezza

Scritto da Annarita Lista

10510118_261267000742941_1935143822_nThe Secret Life of Walter Mitty – e mi viene spontaneo dubitare sul fatto che I traduttori abbiano visto il film prima di banalizzare e svuotare il titolo – è un film uscito negli Usa nel 2013 e diretto da Ben Stiller, esploso come regista con l’esilarante Zoolander (2001) e l’ironico Tropic Thunder (2008) e ben più noto come protagonista di (due su tutti) Tutti pazzi per Mary (1998), Ti presento i miei (2000). La sceneggiatura è tratta da un racconto del 1939 di James Thurber e ricalca in alcuni tratti il film del 1947 Sogni proibiti, diretto da Samuel Goldwyn, su cui vi consiglio spassionatamente di approfondire, riuscendo a non esserne copia conforme né, come spesso in questi casi avviene, brutta copia.

Ho aspettato che passasse qualche tempo – qualche mese – dalla visione d...

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Just a ride

Scritto da Francesco Corigliano

s_w04_RTR2L2QVI più arguti tra di voi si saranno accorti che AnteCritica ha cambiato indirizzo.

I meno arguti si staranno chiedendo cosa sono queste bande laterali con tipo della stoffa e come mai adesso ci sono tutte queste immagini cioè boh.

Qualcun altro invece non si starà chiedendo niente per il semplice fatto che non legge AnteCritica, e noi tutti sappiamo che chi non legge AnteCritica è un gran sciocco e un gaglioffo.

A parte tutto ciò, sì, abbiamo cambiato indirizzo, ma solo quello. Siamo sempre qui, come prima, non necessariamente meglio di prima ma ehi, ci stiamo provando.

Perché il succo è ancora una volta lì. Ci stiamo provando. A fare cosa, direte voi? Beh, come già s’era detto  qui, proviamo a dire qualcosa...

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I touch ergo I know

Scritto da Nunzia Procida

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Nel mondo succedono cose, escono libri, dischi, si va a votare, si vincono gli Oscar, si va alla guerra. E noi possiamo fingere di sapere tutto, di aver visto tutto: basta far scorrere il dito sullo schermo, vedere una foto su Instagram, leggere il titolo di un articolo postato su Facebook. Ci sentiamo preparati, immersi nelle notizie; non solo sappiamo di che cosa si sta parlando – ignari noi stessi di esserne a conoscenza – ma ci premuriamo, addirittura, di avere un’opinione manichea, definita, dettagliata a riguardo.

Parlare con sicurezza di un libro senza averlo mai cominciato, senza aver letto nemmeno una recensione ma con una solida opinione data da un paio di tweet brillanti trovati per caso mentre si cercava qualcosa di serio ma disinvolto da dire sulle ultime due puntate di G...

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Per che suonan i tamburi

Scritto da Francesco Corigliano

The_Drummer_Boy_William_Morris_Hunt-detailL’altro giorno ho assistito ad uno spettacolo in strada. Un gruppo di percussionisti, divisa scura, tamburi imbracati, hanno marciato per il corso della città esibendosi in pezzi ritmati e in acrobazie varie. La coreografia era ben fatta, avvincente, e mentre suonavano muovendosi verso la piazza, un buon numero di persone s’era messo a seguirli, come un corteo. Era bello, semplicemente (qui trovate una piccola esibizione del gruppo in questione).

Mentre camminavo, forse a causa della gran gente, forse del sole calante (era il classico tramonto estivo, di quelli che sembrano dire “adesso arriva il bello”, “la vita è meravigliosa” oppure “beh ricogliti dal mare”), e in generale per l’aria di partecipazione, in quella che sembrava quasi una marcia verso l’obiettivo finale al suon di mil...

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Il Flip-back, un elegante passo indietro

Scritto da Francesco Corigliano

flipNei secoli, l’oggetto-libro è evoluto insieme alla società umana. La sua forma è cambiata decine di volte: siamo passati dalla pietra al marmo, al legno e ai gruppi di tavolette, ai rotoli, a codici e codicini, a carte e cere e pixel, provando centinaia di materiali, sempre cercando l’equilibrio migliore tra praticità, qualità, robustezza peso e razzi e mazzi, e tutto questo per cosa? Per avere nel 2014 il flip-back.

Io credo che la cosa non sia stata recepita per come dovrebbe. Stiamo parlando del flip-back, questa cosa qui , una roba che basta solo andare sul sito e vedere l’espressione basita della ragazza in foto per capire che c’è qualcosa che non va. Flip-back, più o meno “sfogliare indietro”, e infatti voltare pagina è quello che dovrebbero fare tutti, metaforica...

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Curriculum Ridiculum

Scritto da Annarita Lista

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Non è vero che per trovare lavoro inviare curriculum non serve a niente e che da un semplice plico di carta non riesce ad emergere parte del nostro carattere e della nostra determinazione: se siamo consapevoli e periti nella stesura, anzi, ci saremo meritati almeno una risposta, anche la classica “le faremo sapere” che di questi tempi si accende come non mai di speranza e di aspettative! Noi siamo esattamente ciò che scriviamo (o era “ciò che mangiamo”?) e suscitiamo le relative emozioni in chi legge, in base alla scrittura pessima/buona/scorrevole/singhiozzante/pedante.

Un curriculum può determinare l’umore: chi lo invia è felice se riceve risposta, triste se viene ignorato, mentre chi lo riceve è interessato se è ciò che cercava e divertito – o estremamente arrabbiato ̵...

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Fabrizio De Andrè, l’artigiano della parola. Studio di Varianti d’autore nelle canzoni La città vecchia e Se ti tagliassero a pezzetti

Scritto da antecritica

Articolo già apparso su DireFareScrivere, qui.

Prima di entrare nel dettaglio, prima di analizzare l’universo della produzione di Fabrizio De André, sarebbe forse più opportuno e più corretto trovargli un epiteto, il più vicino e conforme possibile a ciò che lui stesso credeva di rappresentare.

Chi era Fabrizio De André? Un poeta? Un cantautore? Un cantastorie?

Nel testo Fabrizio De André. Cantastorie fra parole e musica, curato da Claudio Cosi e Federica Ivaldi, il dilemma cerca di trovare risposta sin dall’inizio.

La definizione di “poeta” sembra apparentemente la più desueta, la meno convincente e scontata secondo molti studiosi, che confinerebbero tale appellativo alla composizione creativa che prescinde dalla musica ed è totalmente indipendente da essa...

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Acque benedette: usi e consumi del nuovo millennio

Scritto da Caterina Legname

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Cattolico (a volte bigotto), ateo, agnostico, “credo a modo mio”, “credo ma non nella Chiesa”; in qualunque categoria tu ti riconosca, una cosa è certa: sarai venuto a contatto, almeno una volta nella vita, con dell’acqua benedetta (che non fosse quella del battesimo).

Potrebbe essere accaduto in tanti modi. Ma è più facile se vivi in uno di quei paesini dove è ancora tradizione che il parroco (solitamente rincoglionito), nel periodo pasquale, giri casa per casa con a seguito una marmaglia di bambini pre o post Prima Comunione, speranzosi – di solito invano – di ricevere una percentuale anche minima delle offerte che il prete racimola tra una pia chiacchiera e l’altra.

Se rientri in questa categoria, allora i tuoi dubbi sulla religione si sono fatti vivi sin da piccolo, ...

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Papa Bergoglio scomunica gli ‘ndranghetisti. E adesso?

Scritto da antecritica

Bergoglio ha deciso, non vivrà nell'appartamento papale ma rimarrà a Santa MartaEcco la mia modesta opinione sulla reazione del web in merito alla visita del Santo Padre oggi 21 giu. 14 nella nostra Calabria ed in particolar modo a Cassano allo Jonio (in provincia di Cosenza).

Da sostenitrice del movimento delle Agende Rosse non comprendo la febbrile voglia di ammonimento alle cosche e l’ostinata insistenza a ribadire che, come meta della visita tanto attesa, sia stata scelta una località dell’alto Jonio che vive “in odor di mafia”.

Ben conosco, come tutti, e come anche i più taciturni per consuetudine, quale sia la triste realtà della mia terra.

Mi sorge perciò spontaneo un quesito: quanto è importante per voi un messaggio di ammonimento contro la criminalità organizzata da parte di un’autorità che rappresenta il vicario di Cristo in terra?

È concret...

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Merci racconti e Zavattini

Scritto da Francesco Corigliano

Al liceo avevo una professoressa di filosofia fissata con Kant. Non che le piacesse tantissimo, o che fosse brava a spiegarlo; semplicemente riteneva opportuno impiegare uno anno parlando almeno una volta al giorno della Critica della ragion pura. Inutile dire che io di Kant non ci ho mai capito un’acca (o una kappa).
Un giorno in pieno fervore da umanista liceale, nel mezzo di un discorso sulla società attuale, urlò: “Perché ragazzi, L’UOMO È MER…”
Sospensione, terrore. L’uomo è mer…?
“MERCE, TUTTO SI VENDE”
E forse è vero. Qui , con l’introduzione di Cortellessa alla nuova antologia di narratori italiani, si parla anche di questo...
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