Che la spada

Scritto da Francesco Corigliano

semicolonI due cavalieri salirono sul torrione. Nel cielo, il tramonto; nella valle, i piccoli paesi del feudo, che iniziavano ad accendersi di torce e fiaccole. Giordio, stringendosi nell’armatura, sospirò. – Che bellezza.
Aldano lo guardò di sottecchi, poggiando una mano sull’elsa della spada. – Già… – fece, a bassa voce.
L’altro lo guardò. – Cosa c’è?
– Niente…
– Devi dirmi qualcosa?
– No, niente, davvero…
Giordio si scosse un poco. – Aldano, parla.
– …
– Ah, allora è così – fece allora voltandosi a fronteggiare l’altro, – è così che andrà. Senza avvertimenti, direttamente qui, sul torrione.
– Di che parli?
– Lo sai benissimo.
– Non capisco…
– Ah, vedi? Ecco che lo fai di nuovo. Quei punti sospensivi vogliono dire solo una cosa.
Aldano non si scompose. – Bene, Giordio, sapevamo che saremmo arrivati a questo, prima o poi. Il barone lascerà la terra ad uno solo di noi due, e si capisce chi di noi dovrà averla…
– Finalmente parli chiaro. Ma se pensi che mi arrenderò facilmente…
Il cavaliere si scostò un poco, sorridendo. – Oh, vedo che finalmente ti scaldi anche tu…
– Ma non mi limiterò certo a questi…giochetti. Punti sospensivi? Tsk. Anzi, è meglio così; potrò rispolverare un po’ delle vecchie maniere..
Aldano si rabbuiò, fissando l’altro negli occhi. – Un punto e virgola, eh? E subito dopo un buon apostrofo. Vedo che non hai perso il tuo stile, caro mio; e certo, non ti farà male sgranchirti un po’, come non farà male neanche a me “rispolverare” le buone tecniche.
Giordio accusò il colpo, stringendo i denti. – Aldano, anche le virgoeltte? Vile, sei un vile…
Quello scosse la testa. – Sapevamo che saremmo arrivati a questo, Giordio; e nonostante ciò, io ho voluto fino all’ultimo aspettare, vedere se avresti capito. Speranza vana; tu hai sei un “capoccione”. Solo una cosa puoi capire, tu: la violenza, la forza bruta. E questo stai avendo.
Giordio quasi cadde a terra, ma riuscì a poggiarsi ai merli del torrione. – Ah, Aldano! Io sarò un “capoccione” come tu dici, forse; a cosa sei tu, che non hai avuto il coraggio di parlarmi faccia a faccia, di confrontarti quando ancora le cose potevano risolversi? Questo sei, come già ho detto: un vile, un vigliacco, un gaglioffo!!!
L’altro venne scosso, ma piantò i piedi bene a terra per non cadere. Fissò Giordio, allarmato. – Così, vuoi farne una questione di vita o di morte?!
Il cavaliere barcollò, ma ancora non cadde. – Sì!!!
– Ah, e così sia!!!!!
– Maledetto……………………………
– Non ti basta?!?!?!?!?!?!?
– ;;;;;;;;;;;;;;;;;;;;
– :::::::::::::::::::::::::::::
– ,,,,,,,,,,,,,……………,,,,,,,,,,
Aldano divenne livido, cadde in ginocchio. Guardò l’altro negli occhi, ansimando. – Giordio…
Quello lo fissava, paonazzo. – Aldano…
– Mi dispiace. Addio, “”””””””””””””amico mio“”””””””””””””! Addio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Giordio spalancò la bocca, indietreggiò; cercò ancora la mano il torrione, si piegò su un lato; infine, gemendo, stramazzò a terra.
Calò il silenziò, mentre il sole mandava il suo ultimo raggio oltre le montagne. Aldano, prostrato e distrutto, guardava il cavaliere.
– Giordio? – riuscì infine a dire.
Nessuna risposta.
– Giordio?
L’altro mandò un rantolo, quasi impercettibile.
– Oh, Dio, Giordio – balbettò Aldano tenendosi la testa – io non avrei voluto.
Un altro gemito, flebile, inudibile. Aldano raccolse le forze, si alzò, raggiunse lo sconfitto. Si inginocchiò al suo fianco, gli tenne le spalle.
– Giordio, parla, parla.
– Aldano…
– Giordio…
– Aldano…
– Dimmi, Giordio, dimmi!
– : -(

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