Era il 6 agosto del 1945 e noi ci trovammo “in un’incontenibile collera davanti alla pazzia che ci circondava”

Scritto da Nunzia Procida

Il 7 maggio 1945 il generale tedesco Jodl firmò la resa incondizionata per i Tedeschi. La capitolazione della Germania consentì agli Anglo-Americani di concentrare sul Giappone, il cui popolo aveva dato dimostrazione di indomabile resistenza, tutto il loro potenziale bellico.10575930_10203703085689621_290161434_n

Per porre fine a un conflitto che rischiava di prolungarsi, il presidente americano Truman decise di impiegare contro i nipponici l’arma atomica recentemente prodotta nei laboratori scientifici statunitensi. Dopo aver intimato al governo di Tokyo la resa, il 6 agosto 1945 alle 8,15 gli Americani sganciarono la prima bomba atomica su Hiroshima: la città fu rasa a suolo e 80.000 persone morirono, 38.000 furono ferite, 13.000 furono dichiarate disperse. Quanti sopravvissero morirono per effetto delle lesioni interne prodotte dall’energia nucleare a distanza di giorni, mesi, addirittura anni.

Questa la testimonianza di Taki Hara, uno scampato suicidatosi poi nel 1951:

Mi ero alzato verso le otto di mattina quel 6 agosto 1945. Il giorno avanti, alla sera, vi erano stati due allarmi, nessuno dei quali seguito da bombardamento…

Improvvisamente ricevetti un colpo sulla testa e tutto diventò scuro davanti ai miei occhi. Gettai un grido e alzai le braccia. Nelle tenebre, non sentivo che un sibilo di tempesta. Non arrivai a comprendere che cosa fosse successo. Il mio primo grido, io l’avevo  inteso come se fosse stato gettato da qualcun altro.10542832_10203703084649595_988215853_n

 Poi il mondo intorno mi ritornò visibile, benché ancora non nettamente, ed ebbi l’impressione  di trovarmi sui luoghi di un cataclisma. Dietro la spessa nuvola di polvere apparve un primo  spazio blu, seguito ben presto da altri spazi blu sempre più numerosi.

 Brevi fiammate cominciarono a sprizzare dall’edificio vicino, un deposito di prodotti  farmaceutici. Era tempo di abbandonare quei luoghi. In compagnia di K., mi aprii la strada fra  le macerie.

 Fumate vorticose si elevavano da tutte le case in rovina. Raggiungemmo un posto in cui le  fiamme mandavano un calore insopportabile. Poi trovammo un’altra strada che ci portò sino  al ponte Sakai. Il numero di profughi che affluiva verso quel posto aumentava sempre. […]

 Ciascuno dapprincipio pensava che solo la casa sua fosse stata colpita; ma una volta al di  fuori, ci si accorgeva che tutto era stato distrutto. Tuttavia, benché le case fossero  completamente distrutte, in nessun posto si vedevano quelle buche che normalmente fanno le bombe. […]

Improvvisamente, nel cielo, al di sopra del fiume, vidi una massa d’aria straordinariamente trasparente che risaliva la corrente. […] Si aveva l’impressione che il riflesso verde di un orribile inferno venisse a stendersi al di sopra della terra. […]

Risalendo con [mio fratello] la stretta banchina che costeggia il fiume, alla ricerca di un traghetto, vidi una quantità di persone completamente sfigurate. Ve ne erano lungo tutto il fiume e le loro ombre si proiettavano nell’acqua. I loro visi erano così orrendamente gonfiati che appena si potevano distinguere gli uomini dalle donne. I loro occhi erano ridotti allo stato di fessure e le loro labbra erano colpite da forte infiammazione.

Erano quasi tutti agonizzanti ed i loro corpi malati erano nudi. […] Un soldato accovacciato sui bordi dell’acqua mi chiese di dargli un po’ d’acqua calda. Appoggiandosi alla mia spalla, camminava sulla sabbia con sforzo. Bruscamente, mi disse: «Sarebbe meglio esser morti». Acconsentii in silenzio e, in quel momento, senza scambiare una sola parola, ci trovammo tutti e due riuniti in una incontenibile collera davanti alla pazzia che ci circondava. […]

Nell’acqua galleggiavano cadaveri dilaniati, gonfiati. Era l’inferno divenuto realtà.10589112_10203703086329637_1342530348_n

Tutto ciò che era umano era stato cancellato. I visi dei cadaveri si somigliavano tutti, come se portassero tutti la stessa maschera.

 

L’annuncio del lancio fu dato dallo stesso Truman.

Sedici ore fa un aeroplano americano ha lanciato una bomba su Hiroshima, un’importante base militare giapponese. Tale bomba aveva una potenza superiore a 20.000 tonnellate di TNT, essa aveva una potenza più di duemila volte superiore a quella della britannica Grand Slam, che è la più grande bomba sinora mai usata nella storia della guerra.

I Giapponesi iniziarono la guerra dell’aria a Pearl Harbour. Essi sono stati ripagati molteplicemente. E la fine non è ancora venuta. Con questa bomba abbiamo ora offerto un nuovo e rivoluzionario incremento in potere distruttivo per completare il crescente potere delle nostre forze armate. Nella loro forma presente queste bombe sono ora prodotte e tipi ancor più potenti sono in preparazione.

La bomba che abbiamo lanciato contro i Giapponesi è una bomba atomica; essa è l’imbrigliatura del potere fondamentale dell’universo. La forza da cui il sole ricava il suo potere è stata liberata contro coloro che hanno portato guerra all’Estremo Oriente. Prima del 1939 era una tesi accolta fra gli scienziati che era teoricamente possibile liberare l’energia atomica. Intorno al 1942, tuttavia, venimmo a sapere che i Tedeschi stavano lavorando febbrilmente per scoprire il modo di aggiungere l’energia atomica agli altri strumenti di guerra, coi quali essi speravano di far schiavo il mondo. Ma essi fallirono.

[…] La battaglia dei laboratori conteneva per noi rischi mortali come pure le battaglie di aria, terra e mare e noi abbiamo ora vinto la battaglia dei laboratori come abbiamo vinto le altre battaglie. […] Abbiamo speso due miliardi di dollari nel più grande azzardo scientifico della storia, ed abbiamo vinto.10595830_10203703086769648_1515515836_n

[…] Ciò che è stato fatto costituisce il più grande traguardo della scienza organizzata, e senza errori. Siamo ora preparati a distruggere più rapidamente e completamente qualsiasi impresa produttiva i Giapponesi abbiano sopra la terra in qualsiasi città. Distruggeremo i loro moli, le loro fabbriche e le loro comunicazioni.

[…] nelle presenti circostante non si intendono divulgare i procedimenti tecnici di produzione o tutte le applicazioni militari, durante l’esame ulteriore dei metodi possibili per proteggere noi e il resto del mondo dal pericolo di un’improvvisa distruzione.

Raccomanderò al Congresso degli USA di considerare prontamente la costituzione di un’idonea commissione per il controllo della produzione e dell’uso dell’energia atomica all’interno degli Stati Uniti. Dedicherò ulteriormente considerazione e farò ulteriori raccomandazioni al Congresso sul modo con cui l’energia atomica può divenire un potente ed energico strumento per il mantenimento della pace mondiale.

 

Il 9 agosto 1945 una seconda bomba atomica fu sganciata su Nagasaki. I risultati furono gli stessi di quelli di Hiroshima.

 

I testi qui riportati sono tratti da:

– T. Hara, Lettera da Hiroshima, in «Il Corriere UNESCO», novembre 1975

– H. S. Truman, L’annuncio del lancio della bomba atomica su Hiroshima, in M. Bendiscioli – A. Gallia, Documenti di storia contemporanea, Mursia, Milano 1971

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