Monthly Archives ottobre 2014

Vampiri. Da Polidori a Meyer

Scritto da antecritica

vampyr-angelArticolo di Armando Lazzarano

Un diurno adolescente in preda a tempeste ormonali: possiamo descrivere così il vampiro del XXI secolo, “merito” di Stephenie Meyer, che inizia nel 2005 la saga di Twilight.

Come ben sappiamo, dai romanzi e film che trattano questa figura, il “povero” vampiro ha dovuto spesso (forse fin troppo) mutare la sua forma ed alcune sue caratteristiche. Dal demone aristocratico nato dalla penna di John Polidori (1819) nella prima metà del XIX secolo al più famoso Conte Dracula di Bram Stoker (1897) che ha dato il là all’ascesa del vampiro, figura a cui molti scrittori ed i primi registi di una nuova arte in ascesa (il cinematografo) hanno fin troppo attinto...

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‘A vita

Scritto da Nunzia Procida

10744851_10204315210872368_520520322_nTrent’anni fa, Eduardo De Filippo ci lasciava orfani del suo teatro, della sua teatralità, della sua, della nostra, storia.

 

‘A vita

Io songo nat’ ‘o millenoviciento

e tengo n’anno.

Tu sì d’ ‘o sittantotto

e n’anno tiene.

Chillo che dice: So’ arrivato a ciento!

tene n’anno pur’isso.

‘O calannario nun ‘o date retta.

‘O calannario è n’atu scucciatore,

ca vuluntariamente

nce ‘accattammo

nuje stesse

e nce’ ‘o piazzammo

vicin’ ‘o muro

‘A vita dura n’anno.

Tutto ‘o ssupierchio e’ na supirchiaria.

o, cumme fosse, inutile…

Dicimmo a lengua nosta:

E’ p’ingiaria!

Tu, quanno nasce,

allora e’ primmavera.

E tutt’ ‘o vverde nuovo

‘e chelli ffoglie nove

e’ na speranza!

E’ tutta na speranz’ ‘e vita allera.

Vide tanta faccell’ ‘e criature

ch’ ‘e scuffie culurate:

so’ tutt’ ‘e ccriaturell...

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David Grossmann – Che tu sia per me il coltello

Scritto da Annarita Lista

Cgrossman1i sono coppie incapaci di guardarsi negli occhi e dirsi quanto si amano o quanto si odiano, di scherzare tra loro, di condividere gioie e dolori, pensieri e parole, esperienze e segreti. Ci sono uomini che non hanno mai detto alla propria compagna quanto desidererebbero passare una giornata intera tra le lenzuola per svuotarsi la mente e le membra e sentire le ossa baciarsi una ad una, ci sono donne che non hanno mai osato spogliarsi con la luce accesa, non hanno mai cantato a squarciagola, mai urlato al vento il nome del proprio amato. Ci sono sconosciuti, invece, che riescono a leggere una ruga, un sorriso, un ghigno, anche se visto solo di sfuggita...

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Vieni tu da me o io da te

Scritto da Daniele Ferullo

Ragazza-nellangolo-con-occhiali-in-realtà-virtuale-450x281Da quando ero piccolo, sono stato bombardato da mille tipologie diverse di tecnologia e scienza. Una di questa è la realtà virtuale. Ricordo di film e libri che parlavano di questa realtà impossibile e intangibile, futuristica. Roba da astronauti o, come si diceva a quei tempi, internauti.

Ora, pian piano si è insinuata a partire dalla nostra generazione (inventata dai nostri genitori) questa piccola parola, questa cosa chiamata Rete. Ora lo chiamiamo Internet, lo santifichiamo, adoriamo, usiamo, sfruttiamo, imprecando e bestemmiando...

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L’incomunicabilità dell’amore in “Sabato, domenica e lunedì”

Scritto da Nunzia Procida

Nel 1959, Eduardo De Filippo porta in scena, per la prima volta, Sabato, Domenica e Lunedì, commedia in tre atti, ciascuno per i giorni del titolo[1].

L’opera si apre con Rosa e Virginia intente a preparare il ragù[2] per il pranzo della domenica[3].

Rosa    Adesso mi vuoi insegnare come si fa il ragù? Più ce ne metti di cipolla più aromatico e sostanzioso viene il sugo. Tutto il segreto sta nel farla soffriggere a fuoco lento...

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La sirène du Mississippi

Scritto da Silvio Scarpelli

10746630_10204136074314825_1804955595_oNel terzo capitolo della saga di Antoine Doinel, Baci rubati, Jean-Pierre Leaud legge un romanzo: La sirène du Mississippi. “La verità è che ho girato Baisers volés per guadagnare soldi che mi permettessero di acquistare i diritti di adattamento della Sirène” dirà Truffaut in un’intervista. Il film tratto dal romanzo di William Irish non ha il successo sperato, anche perché abbandona le atmosfere trasognanti e scanzonate per raccontare una storia di amore-morte atipica...

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Reality

Scritto da Silvio Scarpelli

10728998_10204122959026951_1935052239_nAvete presente quando gli inviati dei telegiornali devono difendersi dalla massa multiforme che si compone alle loro spalle? Quando si forma una calca di gente che punta gli occhi verso la telecamera e agita la mano, salutando chissà chi (di solito è la mamma), e il povero operatore è costretto a stringere il più possibile l’inquadratura sul giornalista? Perché c’è questo bisogno spasmodico di entrare nell’immagine? Guy Debord ne “La società dello spettacolo” scrive che nella storia dell’umanità si è passati dall’essere all’avere, l’uomo si definisce nello spazio sociale in base a ciò che possiede. Il passaggio successivo è ancora più ficcante: si è passati allo stadio dell’apparire...

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BLATTE – L’estinzione della razza umana

Scritto da Erman Petrescu

10729068_474263486046989_108585034_nTu immagini cosa potrebbe succedere se diamo ai froci la possibilità di sposarsi? No, perché tu forse non ci pensi, ma così stai dando il via libera all’estinzione dell’umanità! Perché mica i ricchioni possono fare figli. È innaturale! E invece quelli ti dicono che non lo è… Che poi io ho mica nulla contro i froci o come dobbiamo chiamarli ora per il politicamente corretto, “omosessuali”… Il problema sono le lobby dei froci, dei massòni, dei banchieri, dei comunisti, degli ebrei...

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Fatti buona nomina e scassa chiese  

Scritto da Nunzia Procida

10732521_10204218637018082_2112632931_oIl prodotto più esportato da Napoli nel mondo non è stata, come si tenderebbe a credere, la pizza né la musica né sono stati gli spaghetti: è stata la sua immagine. Per quanto questa immagine si sia formata nella mente dei singoli essa si è nel tempo alimentata, sedimentata nella dimensione collettiva creandone, così, lo stereotipo.

Se gli scatti dei turisti e le cartoline hanno messo l’accento sui topoi della città – il Vesuvio, la pizza, il mandolino, Pulcinella e gli scugnizzi – le fotografie della cronaca nera hanno restituito una rappresentazione di un contesto degradato al solo fatto delittuoso e per esso alla sinaptica associazione del morto ammazzato dalla camorra...

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Amore e Mephisto

Scritto da Luca Vecchio

giardini_di_miro_rapsodia_satanicaAvevo già visto non molto tempo fa “Rapsodia Satanica”, interessantissimo medio metraggio di Nino Oxilia del 1917. Ma quando ho saputo che i Giardini di Mirò avrebbero attinto al film per ri-musicarlo, come avevano già fatto per “Il Fuoco”, altro film muto del 1915 ad opera di Giovanni Pastrone, e dal quale hanno tirato fuori un piccolo gioiello con titolo omonimo (uno dei loro migliori lavori), ho immaginato che anche quest’ultimo lavoro sarebbe stato altrettanto interessante.

La rapsodia presentata è forse poco improvvisata, come dovrebbe prevedere una reale rapsodia, ma ne presenta comunque tutta la qualità poliedrica tipica della composizione musicale; permettendoci di cogliere spunti post-rock, slowcore, accenni new-wave, ritmi orientali, pomposità orchestrali e minimalis...

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