Monthly Archives gennaio 2015

Epica videoludica

Scritto da Francesco Corigliano

4thL’altro giorno stavo andando dal fruttivendolo e mentre ero per strada un tizio, tutto preso da una discussione con altri tizi, si è messo a urlare dicendo: “e l’epica? Che fine ha fatto l’epica?”

Già, che fine ha fatto l’epica? Dall’ortolano non c’era, e d’altronde non lo si può biasimare per questo. Sembra infatti che quello che fino a pochi secoli fa uno dei generi portanti, abbia fatto le valigie per abbandonare libri e libretti. Si dice che sia sparita dalla circolazione, che si nasconda, che a volte riappaia qua e là, nella letteratura americana, in quella francese, a volte in quella italiana (?). Lungi da me cercare di venire a capo del problema: non so perché la situazione sia questa, né quali siano i caratteri di questa assenza illustre.

Vorrei dire, però, ...

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Il Manfred di Byron/Bene

Scritto da Erman Petrescu

10893471_513230838816920_1328840617_n“Byron prese a scrivere il Manfred nel 1816, in Svizzera; da poco si era separato dalla moglie, evento drammatico e poeticamente eccitante, inasprito e insaporito da sospetti di segrete tragedie e innominabili infamie. Condizione psicologica, questa, assai idonea a incrementare quel vizioso ed astuto rapporto che il poeta intratteneva con la propria immagine, di personaggio fatale, nobile e maledetto; estremo nelle azioni tristi ed oneste, come si dice appunto nel Manfred. Al gusto declamatorio della dannazione letteraria il fasto solenne delle montagne svizzere fornì un repertorio di immagini e di emblemi agevoli ed eccitanti, insieme sacri ed orrendi.

Il Manfred venne terminato nei primi mesi del 1817 […] Prevalse dunque, allora, una lettura faustiana, prometeica, affascinata dalla re...

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Even if it’s too bright, don’t cover your eyes

Scritto da Luca Vecchio

coverHo scoperto Mike Hadreas (in arte Perfume Genius) pochissimo tempo fa, giusto il tempo di perdermi un suo, a quanto pare, bellissimo concerto in un localino sgangherato nella periferia di Londra quest’estate.

L’aver mancato quel concerto, e la passione che la mia amica andata al “famoso” concerto prova per lui, mi ha spinto ad avvicinarmi a Mike. È stato colpo di fulmine al primo ascolto, la fragilità e allo stesso tempo l’arroganza di Hadreas mi hanno catturato. Per questo ho voluto parlare della forte lucentezza che sprigiona il suo ultimo lavoro, Too bright, perché per me è ancora più lucente e calda come sa essere solo un amore nuovo e non ancora corrotto...

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