Monthly Archives agosto 2015

Cultura televisiva e televisione per la cultura

Scritto da Francesco Corigliano

TV1Attenzione: in questo post si parla di TV. Si parla principalmente della televisione nazionale, si generalizza, si stereotipizza come se non ci fosse un domani. Attenzione!

A proposito della presunta impasse culturale della nostra Repubblica, l’altro giorno si diceva con degli amici che la sperimentazione e le novità continuano ad esistere anche oggi, ma che sono fuori dai canali di maggiore distribuzione. Credo che questo valga per tutte le forme artistiche, e che sia valido tanto in letteratura quanto nel campo figurativo, musicale eccetera.

Ora, interrogarsi per l’ennesima volta sul perché la massa non si interessi delle novità culturali – e della molteplicità delle loro forme – può risolversi in un esercizio sterile, se non si cambiano un po’ i punti di partenza della riflessione...

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Viviamo nell’ennesimo Romanticismo?

Scritto da Francesco Corigliano

Caspar_David_Friedrich_-_Wanderer_above_the_sea_of_fogPensavo che le caratteristiche del nostro momento storico, culturale e sociale sembrano potersi accostare, tra le altre cose, a quelle del Romanticismo. Non intendo riproporre le solite teorie vichiane, ma soltanto portare l’attenzione su certe somiglianze – che magari non varranno per l’intera società occidentale, ma che in alcuni casi mi sembrano valide almeno per l’Italia. Il Romanticismo ha esaltato una sentimentale contemplazione ed esibizione di sé, una concentrazione sull’emozione che è diventata quasi valore. È stato il frutto di una reazione ad un certo tipo di razionalismo (quello illuminista, sebbene da quello stesso razionalismo – e in particolare dall’attenzione all’Io – esso abbia tratto anche forza)...

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‘Post-Apocaliptic-Punk’

Scritto da Luca Vecchio

Qual è il posto migliore per immaginare uno scenario post-apocalittico?vietcong1

Io banalmente partirei dagli USA, magari è un’idea un po’ stereotipata ma credo che il mondo degli yankees sia un ottimo scenario. Poi potrei immaginarmi, sempre lavorando di stereotipi, gran parte del nord ed ovest europeo, oserei anche con una bella megalopoli asiatica, magari cinese come Ordos.
Però insomma, diciamocelo, anche viaggiando con la fantasia l’ultimo dei posti immaginabili potrebbe essere il Canada, in particolare Calgary, ridente città industrializzata che al massimo ha ispirato quel bonaccione e romanticone di Bon Iver. Eppure Calgary è il luogo di partenza dei Viet Cong, è lo scenario preferito da cui Matt Flegel trae ispirazione per i propri testi, il proprio immaginario e le sonorità intense...

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