Monthly Archives novembre 2015

Bom Bom bondage moda chic super modern?

Scritto da Penelope Delle Colonne

12312320_644362789037057_1164497288_nOggi giorno vanno più di moda i legàmi dei legami. O è sempre stato così? Forse già i nostri antenati amavano la pornografia disegnando sui muri dee dai grossi seni, divini dai succosi membri giganteschi e davano vita al bondage atavico trascinando le loro femmine per i capelli. Forse pensiamo di essere troppo diversi dai gatti  che si mordono e si graffiano prima dell’accoppiamento. Forse dicendo “fare l’amore” e non “accoppiarsi”, pensiamo di distaccare il sesso dal cannibalismo inconscio trasformando frasi come “ti mangerei tutta” in dolcezze e coccole. Forse, seduti su pile e pile di libri, con le natiche premute su Kant e Seneca, pensiamo davvero di essere diventati divinità ipocrite dai testicoli sacri?
Purtroppo nel bene dimora il fratello male e nell’amore so...

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Il tempo dei miracoli crudeli

Scritto da Elena Vetere

solarisIncuriosita dai primi dieci minuti dell’omonimo film di Andrej Tarkovskij, ho acquistato Solaris di Stanisław Lem (1961), scrittore di Leopoli cresciuto a Cracovia, serbando la netta convinzione che non sarebbe stata una lettura esclusivamente riconducibile alla dimensione fantascientifica, cui pur strettamente appartiene.

Effettivamente, per assaporare bene il romanzo, non si può non ricorrere a più chiavi di lettura, prima tra tutte quella epistemologica – col perenne interrogativo sull’effettiva possibilità di raggiungere un pur minimo livello di conoscenza, di comprensione della “realtà solariana”, rendendo chiaro come Solaris non miri soltanto ad attrarre l’attenzione dei lettori di fantascienza, ma anche quella di coloro i quali abbiano la gioia, la volontà e la pazienza d...

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“Il giocatore” – e il gioco – di Dostoevskij

Scritto da Francesco Corigliano

il-giocatore-di-f-dostoevskij_3ec3492f3aec789a311348203132a170Appare chiaro sin dalle prime pagine che Il giocatore risente della strana vicenda che portò alla sua stesura. Nel bel mezzo del lavoro su Delitto e castigo, al povero Fëdor (o FIODOR, come figura sulla mia vetusta edizione BUR) viene chiesto di scrivere in un mese un bel romanzo da gettare in pasto all’editoria, per pagare i suoi debiti di gioco. La vicenda è curiosa e potete leggerla benissimo da qualche altra parte, ma dato che mi sento buono vi segnalo qui alcuni punti che ci permettono di capire come questo lavoro non sia semplicemente il frutto d’una urgenza o del bisogno di big money...

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