L’ombra e il fantasma

Scritto da Luca Pizzimenti

“Well I’ll be damned
Here comes your ghost again
But that’s not unusual
It’s just that the moon is full
And you happened to call”
da Diamond and Rust dei Blackmore’s Night

Il punto della fotografia è di creare storie per analogie: tra geometrie e soggetti, tra persone ed espressioni, tra ombre e riflessi. Costruendo incontri impossibili eppure esistenti.
Come nella vita, gli incontri segnati dallo scattare dell’otturatore sono sì imprevedibili, ma mai (mai mai mai) casuali.
Ciò che determina il caso è la compresenza degli elementi. Essere meremente nello stesso posto allo stesso tempo, del tutto ignoti l’uno all’altro. Nell’incontro, si smette d’essere individui isolati. Basta incrociare lo sguardo di un’altra persona, e ritrovare in lei un’oncia della stessa propria disgrazia, per iniziare ad essere “noi”. E da lì, progredendo nel tempo, si va dall’essere atomi sparati nel cosmo al legarsi tramite un interesse comune, un corso seguito assieme, un videogioco piaciuto a entrambi.
Il momento d’incontro, nella fotografia, è dettato dallo scatto dell’otturatore. Gli elementi impressi sul sensore digitale sono lì per un motivo: per un gioco di analogie e significato che li rende parole per la storia del fotografo.
(Il fotografo è uno scrittore che scrive con le parole che ha di fronte)
L’analogia costruisce il legame. Il legame costruisce la storia.
Nello scatto, il caso ha fatto camminare due persone in due direzioni diverse, una riflessa al punto da sembrare un fantasma, l’altro più o meno nitido – il mio teleobiettivo dà le bizze qualche volta. Vi riconosco delle analogie: più nello specifico, dei rapporti di simmetria. Donna e uomo, vecchio e giovane, distinto e indistinto. Scatto. Loro due, nella realtà, non si sono mai incontrati, perché camminavano in due direzioni opposte. Nella foto, invece, sì.
Ed ecco che arriva il bello – di cui, però, non parlerò oggi.
Entra in gioco l’Identificazione – Io che guardo o Io che scatto sono qualcuno all’interno della foto. Anche io sto “incontrando” loro. E così pure lo spettatore. Tu che guardi e tu che leggi sei inevitabilmente avvolto nella rete significante della foto.
Vi convinco con una domanda. Guardate quella foto, e ditemi – anche per messaggio privato o mail, magari: chi è il “soggetto”, il protagonista della storia? Il vecchio o la donna? Il vivo o il fantasma? Chi dei due è veramente vivo?
Chi dei due sei tu?
Qui trovate l’Instagram di Luca

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