Category Cinema

La sirène du Mississippi

Scritto da Silvio Scarpelli

10746630_10204136074314825_1804955595_oNel terzo capitolo della saga di Antoine Doinel, Baci rubati, Jean-Pierre Leaud legge un romanzo: La sirène du Mississippi. “La verità è che ho girato Baisers volés per guadagnare soldi che mi permettessero di acquistare i diritti di adattamento della Sirène” dirà Truffaut in un’intervista. Il film tratto dal romanzo di William Irish non ha il successo sperato, anche perché abbandona le atmosfere trasognanti e scanzonate per raccontare una storia di amore-morte atipica...

Read More

Reality

Scritto da Silvio Scarpelli

10728998_10204122959026951_1935052239_nAvete presente quando gli inviati dei telegiornali devono difendersi dalla massa multiforme che si compone alle loro spalle? Quando si forma una calca di gente che punta gli occhi verso la telecamera e agita la mano, salutando chissà chi (di solito è la mamma), e il povero operatore è costretto a stringere il più possibile l’inquadratura sul giornalista? Perché c’è questo bisogno spasmodico di entrare nell’immagine? Guy Debord ne “La società dello spettacolo” scrive che nella storia dell’umanità si è passati dall’essere all’avere, l’uomo si definisce nello spazio sociale in base a ciò che possiede. Il passaggio successivo è ancora più ficcante: si è passati allo stadio dell’apparire...

Read More

Libertà va cercando, ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta

Scritto da Nunzia Procida

Il 5 febbraio 1936 esce nelle sale americane Tempi moderni, il primo film sonoro (inteso come parlato) di Charlie Chaplin. Qui, Charlot canta una canzone dall’incomprensibile testo formato da un’accozzaglia di parole senza senso, che fungono da solo supporto alla musica, Je cherche après Titine.

Il brano, già tradotto in Italia negli anni Venti col titolo Io cerco la Titina, e la gestualità di Chaplin lasciano intendere che un uomo abbia perso la propria donna:

Io cerco la Titina,

Titina, oh Titina,

io cerco e non la trovo:

chissà dove sarà?

Dove sarà? Dove sarà?

All’indomani della Seconda Guerra Mondiale, per le strade di Napoli, d’Italia e poi del mondo intero, Cutolo e Cioffi riportano un’altra perdita: Isaia, durante la festa di San Gennaro, ha smarrito Zazà tra l...

Read More

Si alza il vento

Scritto da Isabella Mari

Si alza il vento è definibile l’ultimo saluto di Hayao Miyazaki – e non solo cronologicamente parlando, in quanto sua ultima pellicola.

Il grande maestro dell’animazione giapponese smonta pezzo dopo pezzo i marchingegni che lo hanno portato ad essere quello che è fino ad oggi, per poterli montare ancora una volta, in una differente forma, ma con una sempre inaspettata – sebbene relativamente usuale – consistente dose di magia.

10708239_10204912828364589_1241929392_nIl richiamo ad una sorta di saluto all’interno della pellicola è ben chiaro sin dall’inizio di essa: Jiro sogna il cielo, sogna di conoscere la faccia del vento per vederlo, ringraziarlo se necessario, amarlo, per quanto privo di materia tattile esso sia.

Il protagonista sogna in grande, come tutte le creature di Miyazaki e come egli stesso è solito fare.

Ma che ...

Read More

Trailer letterari

Scritto da Nunzia Procida

10634185_10203973480089312_729721339_nNon è un romanzo né una comune raccolta di racconti.

Trailer letterari è un possibile viaggio in una videoteca dove, gironzolando fra gli scaffali, si scorgono titoli noti; ciascuno con la propria storia, con il proprio sentire, con la propria voce. Ciascun film, mentre viene raccontato così come apparso sul grande schermo, prende nuova vita davanti ai nostri occhi, viene fagocitato dall’autore che lo fa rivivere raccontando un’altra storia, con altri protagonisti, con altre parole. Eppure qualcosa della pellicola rimane: un dolore, un dubbio, un pensiero, un’emozione, un ricordo. E, come tutti i ricordi, dura il solo attimo di un batter d’occhi, lo stesso tempo tra un frame e l’altro.

Ogni Cosa è Illuminata

Un delicato viaggio nel tempo attraverso la memoria in cui la figur...

Read More

Xavier Dolan

Scritto da Fiorenzo Polito

10558449_303874539789978_716735437_oÈ indubbio che Xavier Dolan negli ultimi anni si sia imposto all’attenzione mondiale nel suo ruolo di cineasta attento, poliedrico e sorprendente.
Nato a Québec, classe 1989, il giovane rappresenta quello che a suo tempo fu definito un vero enfant prodige (vuoi per il supporto del padre – anch’egli attivo in ambito cinematografico, vuoi per inclinazione del tutto originali e personali), avvicinandosi allo schermo con la partecipazione a spot pubblicitari e lavori televisivi. Da quel momento il piccolo Xavier di strada ne ha fatta, allargando lo spettro della sua attività dal doppiaggio alla recitazione, dalla scrittura di sceneggiature alla direzione vera e propria.
Suscita certo un po’ di invidia immaginarselo, appena diciannovenne, già alle prese con il suo primo lungometraggio J’a...

Read More

Delitti e Segreti (Kafka) – S. Soderbergh, 1991

Scritto da Annarita Lista

10567929_271227239746917_580422129_nIn prima battuta si presenta grigio, greve e soporifero. Ma se qualcuno lo scegliesse per gli effetti negativi che crede possa sortire, credo resterà fortemente deluso: presto ci si accorge che questo lungometraggio del 1991, di Steven Soderbergh, merita di essere visto fino ai titoli di coda. Uno di quei casi in cui è bello sapere tradite le proprie aspettative: 90 minuti in bianco e nero (ed in parte assai minore a colori), thriller un po’ giallo e un po’ noir, il regista si ispira liberamente alla romanzesca biografia di Franz Kafka, senza lesinare riferimenti alle sue opere più note. La ripresa di temi presenti ne Il Processo e ne Il Castello, entrambi pubblicati postumi, balzano all’occhio del lettore/spettatore allenato.

Di Kafka, interpretato in modo consapevole ed accorato...

Read More

Holy Motors  

Scritto da Silvio Scarpelli

3In una sala cinematografica si svolge l’incipit di Holy Motors, ultima fatica del regista Leos Carax: le poltrone gremite e un pubblico dormiente (oppure sono morti?), un neonato che cammina verso lo schermo (citazione di un famigerato esperimento cronofotografico di Mayer), un mastino si muove nella sala (simbolismo bunueliano che rifiutiamo di codificare).

Leos Carax stesso svegliandosi, incuriosito dal rumore che sente, si avvicina alla parete della sua stanza aprendola tramite un congegno che collega la sua mano a una fessura meccanica.  Entrando in sala, il regista decide di ritornare al cinema, svegliandosi dal suo letargo creativo.

Il film non narra una storia, ma un ventaglio di situazioni, di potenziali racconti interpretanti dal “mutante” Oscar (Denis Lavant)...

Read More

I soli rimasti in vita

Scritto da Fiorenzo Polito

10563513_303874643123301_645688429_nA Detroit, per antonomasia capitale della musica – ma immersa in un lugubre decadimento urbano, Adam (Tom Hiddleston) trascorre le sue notti asserragliato in casa, a tenergli compagnia un eccentrico esercito di strumenti musicale di ogni forma e dimensione, con cui egli compone con dovizia e passione musica oscura e underground. Al suo eremo, un’elegante villa d’altri tempi e dal tempo stesso corrotta, ha accesso solamente un suo ammiratore, il suo unico contatto esterno e forse in fondo anche amico, Ian (Anton Yelchin) E’ Ian che porta ad Adam tutto ciò che lui richiede – per la maggioranza altra strumentazione, ricercata e unica.

A Tangeri, Eve (Tilda Swinton) immersa nell’esotismo del Marocco, si gode la lettura di numerosi tomi – provenienti dalle più svariate epoche e scritti nel...

Read More

L’avventura

Scritto da Silvio Scarpelli

 10449945_10203417526311574_7834036431198550508_n˂˂Se una storia è fatta di molte immagini, un’immagine potenzialmente contiene moltissime storie˃˃[i]

L’assunto di Sandro Bernardi ci consente di tracciare  direttrici che contraddistinguono l’immagine e le sue infinite potenzialità nel cinema di Antonioni.  L’utilizzo della macchina da presa, “il modo” di riprendere, non è rivoluzionario quanto il “cosa si riprende”. Antonioni avvalendosi del formato panoramico (I:I,85) rende lo spazio dilatato, crea quindi una soglia psicologica invalicabile tra i corpi e lo spazio, stretti in una morsa claustrofobica; a questo va aggiunto la destrutturazione della sequenza narrativa, dove gli elementi che non hanno una funzionalità rilevante nel racconto acquisiscono una determinata valenza fenomenologica...

Read More