Category Cultura

Bom Bom bondage moda chic super modern?

Scritto da Penelope Delle Colonne

12312320_644362789037057_1164497288_nOggi giorno vanno più di moda i legàmi dei legami. O è sempre stato così? Forse già i nostri antenati amavano la pornografia disegnando sui muri dee dai grossi seni, divini dai succosi membri giganteschi e davano vita al bondage atavico trascinando le loro femmine per i capelli. Forse pensiamo di essere troppo diversi dai gatti  che si mordono e si graffiano prima dell’accoppiamento. Forse dicendo “fare l’amore” e non “accoppiarsi”, pensiamo di distaccare il sesso dal cannibalismo inconscio trasformando frasi come “ti mangerei tutta” in dolcezze e coccole. Forse, seduti su pile e pile di libri, con le natiche premute su Kant e Seneca, pensiamo davvero di essere diventati divinità ipocrite dai testicoli sacri?
Purtroppo nel bene dimora il fratello male e nell’amore so...

Read More

Cultura televisiva e televisione per la cultura

Scritto da Francesco Corigliano

TV1Attenzione: in questo post si parla di TV. Si parla principalmente della televisione nazionale, si generalizza, si stereotipizza come se non ci fosse un domani. Attenzione!

A proposito della presunta impasse culturale della nostra Repubblica, l’altro giorno si diceva con degli amici che la sperimentazione e le novità continuano ad esistere anche oggi, ma che sono fuori dai canali di maggiore distribuzione. Credo che questo valga per tutte le forme artistiche, e che sia valido tanto in letteratura quanto nel campo figurativo, musicale eccetera.

Ora, interrogarsi per l’ennesima volta sul perché la massa non si interessi delle novità culturali – e della molteplicità delle loro forme – può risolversi in un esercizio sterile, se non si cambiano un po’ i punti di partenza della riflessione...

Read More

Viviamo nell’ennesimo Romanticismo?

Scritto da Francesco Corigliano

Caspar_David_Friedrich_-_Wanderer_above_the_sea_of_fogPensavo che le caratteristiche del nostro momento storico, culturale e sociale sembrano potersi accostare, tra le altre cose, a quelle del Romanticismo. Non intendo riproporre le solite teorie vichiane, ma soltanto portare l’attenzione su certe somiglianze – che magari non varranno per l’intera società occidentale, ma che in alcuni casi mi sembrano valide almeno per l’Italia. Il Romanticismo ha esaltato una sentimentale contemplazione ed esibizione di sé, una concentrazione sull’emozione che è diventata quasi valore. È stato il frutto di una reazione ad un certo tipo di razionalismo (quello illuminista, sebbene da quello stesso razionalismo – e in particolare dall’attenzione all’Io – esso abbia tratto anche forza)...

Read More

Scuola, chi valuta i valutatori

Scritto da Francesco Corigliano

ouroboros1Torno a frequentare questi bizzarri spazi dopo un lungo periodo di prigionia. Sì, perché nelle ultime settimane ho avuto molto – troppo – da fare al corso di abilitazione che sto frequentando, e che ormai si avvia alla conclusione. Il TFA, croce e delizia di insegnanti, ministri e studenti; il TFA, la mesta marcia verso un destino migliore, o peggiore, verso qualsiasi cosa che possa essere lì, oltre la nebbia.
Sulle dinamiche e la natura del TFA credo sia ormai inutile dilungarsi. La percentuale di tragedia umana che vi si può rintracciare è, suppongo, chiara a tutti. Solo su un punto mi sembra doveroso concentrarsi: che tipo di educazione occuperà le scuole nei prossimi anni?
Difatti, pare che davvero la tendenza della didattica contemporanea sia il concentrarsi esclusivamente s...

Read More

Perché la Calabria?

Scritto da Francesco Corigliano

17197_836311016454077_7168085025997508375_nLa scorsa settimana mi è capitato tra le mani Perché la ‘ndrangheta, un breve pamphlet di Alessandro Tarsia, appena pubblicato dalla Pungitopo – una casa editrice dal nome, in questo caso, ben azzeccato.

Il libro di Tarsia, in effetti, infastidisce. Un fastidio appunto pungente, acuto, che prende qua e là. È uno di quei testi confezionati apposta, mirato, per bruciacchiare l’orgoglio di tutto e tutti. E il bello (o il brutto?) è che la Calabria non se lo merita, e insieme se lo merita eccome.

Perché è chiaro, infatti, che ci siano tante Calabrie...

Read More

Dov’è il tuo amor (proprio)?

Scritto da Nunzia Procida

Cos’hanno in comune Wanna Marchi e Stefania Nobile con Fabrizio De Andrè e Dori Ghezzi?

La privazione della libertà: le prime hanno sperimentato il carcere, le seconde sono state vittime di un sequestro di persona.

Wanna Marchi e sua figlia sono state condannate per aver creato un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa e all’estorsione con un giro di oltre 32 milioni di euro fra il 1996 e il 2001.

Fabrizio De Andrè e la sua compagna furono tra le 173 vittime che l’Anonima Sequestri rapì in Sardegna fra il 1966 e il 1994. Era l’agosto del 1979 quando i due artisti vennero tenuti prigionieri per quattro mesi e rimessi in libertà con un riscatto di 550 milioni di lire.

I nostri quattro personaggi, dunque, hanno sperimentato la prigionia per un’eccessiva brama di de...

Read More

Editoria e (iper?)indipendenza

Scritto da Francesco Corigliano

fotoMaltaBastarda-620x412Riporto giusto un piccolo spunto, sul quale suppongo sarebbe necessario riflettere con calma e anche più abbondantemente di quanto posso fare io qui e ora.

Facciamo finta che le case editrici servano a selezionare i testi migliori (sto facendo finta) e a renderli disponibili al maggior numero possibile di persone interessate. Facciamo finta che le case editrici servano da setaccio, per isolare tra tanta produzione mediocre quella che è realmente meritevole. Ipotizziamo quindi che le case editrici abbiano l’autorità e la capacità critica di poter operare una scelta, di qualificare il valore di un prodotto culturale.

Prendiamo ora l’autopubblicazione digitale, quella cosa che a un certo punto ti fai da solo un ebook con le tue cose e lo pubblichi in giro su blog e siti, o lo vendi su A...

Read More

Eravamo quattro amici al bar e non sapevamo cosa volevamo cambiare

Scritto da Nunzia Procida

Ieri mattina, mentre navigavo nel vasto oceano della rete, mi sono ritrovata, inconsapevolmente, a vedere “Cara ti amo”, un film di Gian Paolo Vallati del 2011 che racconta la storia di quattro amici di vecchia data single e delusi dalle rispettive storie d’amore finite, come prevedibile, male. Il titolo ammicca all’omonima canzone di Elio e le Storie Tese sul cui testo sembrano costruirsi i quattro protagonisti: Rosario, Stefano, Paolo e Raffaele.

 cara

Il film inizia con una didascalia, “Ogni giorno, in Italia, circa 100.000 donne ricevono un invito al ristorante”, cui segue un montaggio di tre incontri nello stesso ristorante fra Rosario, autore televisivo prima e teatrale poi, e tre sue “ospiti”: una finta autonoma femminista, un’eterna indecisa, una logorroica...

Read More

Porno e decapitazioni: l’esilio dello sguardo

Scritto da Leonardo Renzi

11028411_620401054726095_322351769_oC’è una stretta connessione fra la pervasività delle immagini di attentati ed esecuzioni terroristiche diffuse dai mass media, e il progressivo aumento della violenza nella pornografia professionale: in entrambe l’aumento della ferocia visibile corrisponde ad una progressiva sottrazione dell’esperienza mostrata, ad una consapevolezza che fra l’evento e la sua riproduzione c’è un gap angosciante, che si tenta di colmare iperealizzando la violenza, trasfigurandola in (dis)ordine estetico.

Alla fine degli anni ’90, con l’avvento concomitante del web di massa, le webcam e le videocamere a basso costo, il porno arrivò ad una capillarità di diffusione che si tradusse in una crisi radicale di produzione, diffusione, fruizione: la richiesta di una maggiore velocità di consumo (nelle pause di la...

Read More

Epica videoludica

Scritto da Francesco Corigliano

4thL’altro giorno stavo andando dal fruttivendolo e mentre ero per strada un tizio, tutto preso da una discussione con altri tizi, si è messo a urlare dicendo: “e l’epica? Che fine ha fatto l’epica?”

Già, che fine ha fatto l’epica? Dall’ortolano non c’era, e d’altronde non lo si può biasimare per questo. Sembra infatti che quello che fino a pochi secoli fa uno dei generi portanti, abbia fatto le valigie per abbandonare libri e libretti. Si dice che sia sparita dalla circolazione, che si nasconda, che a volte riappaia qua e là, nella letteratura americana, in quella francese, a volte in quella italiana (?). Lungi da me cercare di venire a capo del problema: non so perché la situazione sia questa, né quali siano i caratteri di questa assenza illustre.

Vorrei dire, però, ...

Read More