Category Letteratura

“Le mura di Anagoor” di Dino Buzzati

Scritto da antecritica

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Venticinque anni fa cadeva il Muro di Berlino. Oggi abbiamo voluto ricordarlo così, con un racconto di Buzzati. 

Nell’interno del Tibesti una guida indigena mi domandò se per caso volevo vedere le mura della città di Anagoor, lui mi avrebbe accompagnato. Guardai la carta ma la città di Anagoor non c’era. Neppure sulle guide turistiche, che sono così ricche di particolari, vi si faceva cenno. Io dissi: «Che città è questa che sulle carte geografiche non è segnata?». Egli rispose: «È una città grande, ricchissima e potente ma sulle carte geografiche non è segnata perché il nostro Governo la ignora, o finge di ignorarla. Essa fa da sé e non obbedisce. Essa vive per conto suo e neppure i ministri del re possono entrarvi. Essa non ha commercio alcuno con altri paesi, prossimi o lontani...

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Conrad oltre l’ombra

Scritto da Francesco Corigliano

Silhouette_of_ship_at_sea_at_night,_near_Ketchikan,_Alaska._-_NARA_-_297805La linea d’ombra pare uno di quei testi necessari, che bisogna scrivere per bisogno. È lo stesso Conrad a dirlo, mi sembra, neanche tanto tra le righe, in una nota introduttiva del 1920. Del resto il sottotitolo del romanzo, “Una confessione”, non lascia adito a molti dubbi: il limite andava raccontato, la soglia doveva essere descritta.

E se in Cuore di tenebra Conrad racconta l’orrore – quello che annichilisce Kurtz, che distrugge tutto l’Occidente – ne La linea d’ombra descrive la maturazione che a quell’orrore prelude e che consente – deve consentire – di sopportare e superare...

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Vampiri. Da Polidori a Meyer

Scritto da antecritica

vampyr-angelArticolo di Armando Lazzarano

Un diurno adolescente in preda a tempeste ormonali: possiamo descrivere così il vampiro del XXI secolo, “merito” di Stephenie Meyer, che inizia nel 2005 la saga di Twilight.

Come ben sappiamo, dai romanzi e film che trattano questa figura, il “povero” vampiro ha dovuto spesso (forse fin troppo) mutare la sua forma ed alcune sue caratteristiche. Dal demone aristocratico nato dalla penna di John Polidori (1819) nella prima metà del XIX secolo al più famoso Conte Dracula di Bram Stoker (1897) che ha dato il là all’ascesa del vampiro, figura a cui molti scrittori ed i primi registi di una nuova arte in ascesa (il cinematografo) hanno fin troppo attinto...

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‘A vita

Scritto da Nunzia Procida

10744851_10204315210872368_520520322_nTrent’anni fa, Eduardo De Filippo ci lasciava orfani del suo teatro, della sua teatralità, della sua, della nostra, storia.

 

‘A vita

Io songo nat’ ‘o millenoviciento

e tengo n’anno.

Tu sì d’ ‘o sittantotto

e n’anno tiene.

Chillo che dice: So’ arrivato a ciento!

tene n’anno pur’isso.

‘O calannario nun ‘o date retta.

‘O calannario è n’atu scucciatore,

ca vuluntariamente

nce ‘accattammo

nuje stesse

e nce’ ‘o piazzammo

vicin’ ‘o muro

‘A vita dura n’anno.

Tutto ‘o ssupierchio e’ na supirchiaria.

o, cumme fosse, inutile…

Dicimmo a lengua nosta:

E’ p’ingiaria!

Tu, quanno nasce,

allora e’ primmavera.

E tutt’ ‘o vverde nuovo

‘e chelli ffoglie nove

e’ na speranza!

E’ tutta na speranz’ ‘e vita allera.

Vide tanta faccell’ ‘e criature

ch’ ‘e scuffie culurate:

so’ tutt’ ‘e ccriaturell...

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David Grossmann – Che tu sia per me il coltello

Scritto da Annarita Lista

Cgrossman1i sono coppie incapaci di guardarsi negli occhi e dirsi quanto si amano o quanto si odiano, di scherzare tra loro, di condividere gioie e dolori, pensieri e parole, esperienze e segreti. Ci sono uomini che non hanno mai detto alla propria compagna quanto desidererebbero passare una giornata intera tra le lenzuola per svuotarsi la mente e le membra e sentire le ossa baciarsi una ad una, ci sono donne che non hanno mai osato spogliarsi con la luce accesa, non hanno mai cantato a squarciagola, mai urlato al vento il nome del proprio amato. Ci sono sconosciuti, invece, che riescono a leggere una ruga, un sorriso, un ghigno, anche se visto solo di sfuggita...

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Libertà va cercando, ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta

Scritto da Nunzia Procida

Il 5 febbraio 1936 esce nelle sale americane Tempi moderni, il primo film sonoro (inteso come parlato) di Charlie Chaplin. Qui, Charlot canta una canzone dall’incomprensibile testo formato da un’accozzaglia di parole senza senso, che fungono da solo supporto alla musica, Je cherche après Titine.

Il brano, già tradotto in Italia negli anni Venti col titolo Io cerco la Titina, e la gestualità di Chaplin lasciano intendere che un uomo abbia perso la propria donna:

Io cerco la Titina,

Titina, oh Titina,

io cerco e non la trovo:

chissà dove sarà?

Dove sarà? Dove sarà?

All’indomani della Seconda Guerra Mondiale, per le strade di Napoli, d’Italia e poi del mondo intero, Cutolo e Cioffi riportano un’altra perdita: Isaia, durante la festa di San Gennaro, ha smarrito Zazà tra l...

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Rivolgersi agli ossari, di Andrea Zanzotto

Scritto da antecritica

10400876_485049394931950_2633562837484550102_nRivolgersi agli ossari. Non occorre biglietto.
Rivolgersi ai cippi. Con il più disperato rispetto.
Rivolgersi alle osterie. Dove elementi paradisiaci aspettano.
Rivolgersi alle case. Dove l’infinitudine del desìo
(vedila ad ogni chiusa finestra) sta in affitto.

E la radura ha accettato più d’un frondoso colloquio
ormai, dove, ahi,
si esibì la più varia mostra dei sangui
il più mistico circo dei sangui. Oh quanti numeri, e rancio speciale. Urrah.

Vorrei bucarmi di ogni chimica rovina
per accogliere tutti, in anteprima,
nello specchio medicato d’infinitudini e desii
di quel circo i fermenti gli enzimi
dentro i succhi più sublimi dell’alba, dell’azione, in piena diana. E si va.
E si va per ossari. Essi attendono
gremiti di mortalità lievi ormai, quai gemme di primavera,
grem...

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Trailer letterari

Scritto da Nunzia Procida

10634185_10203973480089312_729721339_nNon è un romanzo né una comune raccolta di racconti.

Trailer letterari è un possibile viaggio in una videoteca dove, gironzolando fra gli scaffali, si scorgono titoli noti; ciascuno con la propria storia, con il proprio sentire, con la propria voce. Ciascun film, mentre viene raccontato così come apparso sul grande schermo, prende nuova vita davanti ai nostri occhi, viene fagocitato dall’autore che lo fa rivivere raccontando un’altra storia, con altri protagonisti, con altre parole. Eppure qualcosa della pellicola rimane: un dolore, un dubbio, un pensiero, un’emozione, un ricordo. E, come tutti i ricordi, dura il solo attimo di un batter d’occhi, lo stesso tempo tra un frame e l’altro.

Ogni Cosa è Illuminata

Un delicato viaggio nel tempo attraverso la memoria in cui la figur...

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Can che abbaia, morde – “Infernalia” di Clive Barker

Scritto da Francesco Corigliano

LibriDiSangueConoscevo Clive Barker esclusivamente per due motivi: i videogiochi in cui l’avevo visto nominare (Clive Barker’s Jericho e Undying), e per il fatto che avesse avuto a che fare con Hellraiser. Per il resto era soltanto un nome affascinante – per quanto possa suscitare fascino uno scrittore che si chiama “abbaiatore”– che mi ero ripromesso di approfondire prima o poi.
Grazie a Erman Petrescu, infine, ho avuto modo avere un confronto diretto con il primo Libro di sangue di Barker, Infernalia (la cui prima edizione è del 1984). Divorato in tre giorni. E come si fa a non divorare questi sei racconti che, peraltro, anche di divorare trattano?
Su un substrato che prende a piene mani dalla tradizione più tipica del racconto del terrore, Barker pianta delle storie di creature demoniac...

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La leggenda del soldato morto, di Bertolt Brecht

Scritto da Francesco Corigliano

mark-WWI-centenaryE siccome non c’erano speranze
di pace dopo quattro primavere,
il soldato tirò le conseguenze:
da eroe volle cadere.

Ma la guerra non era ancora in porto,
per questo al Kaiser spiacque
che il suo soldato se ne fosse morto;
in anticipo gli parve.

Mentre l’estate sfiorava le fosse
ed il soldato dormiva di già,
la commissione medico-milita-
re una notte si mosse.

La commissione medica si spinse
fino al cimitero,
disseppellì con vanga benedetta
il defunto guerriero.

Ed il dottore visitò con scrupolo
il soldato o i resti del soldato.
Dichiarò ch’era “abile-arruolato”
e s’imboscava di fronte al pericolo.

Il soldato si presero con sè
nella bella notte blu.
Senza l’elmo si potevano vedere
le stelle della patria lassù.

Acquavite bruciante gli versarono
nella salma imputridita,
due infermiere appesero al suo braccio
e ...

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