Category Letteratura

La leggenda del soldato morto, di Bertolt Brecht

Scritto da Francesco Corigliano

mark-WWI-centenaryE siccome non c’erano speranze
di pace dopo quattro primavere,
il soldato tirò le conseguenze:
da eroe volle cadere.

Ma la guerra non era ancora in porto,
per questo al Kaiser spiacque
che il suo soldato se ne fosse morto;
in anticipo gli parve.

Mentre l’estate sfiorava le fosse
ed il soldato dormiva di già,
la commissione medico-milita-
re una notte si mosse.

La commissione medica si spinse
fino al cimitero,
disseppellì con vanga benedetta
il defunto guerriero.

Ed il dottore visitò con scrupolo
il soldato o i resti del soldato.
Dichiarò ch’era “abile-arruolato”
e s’imboscava di fronte al pericolo.

Il soldato si presero con sè
nella bella notte blu.
Senza l’elmo si potevano vedere
le stelle della patria lassù.

Acquavite bruciante gli versarono
nella salma imputridita,
due infermiere appesero al suo braccio
e ...

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Bagliori tra le onde. “La lucina” di Antonio Moresco

Scritto da Francesco Corigliano

713fAQWzm9L._SL1367_L’altro giorno ho finito di leggere La lucina di Moresco, dopo che gli avvenimenti narrati qui mi avevano incuriosito. Peraltro il periodo è propizio, perché l’idea di fondo è un buon programma per l’estate: andare ad abitare da soli in un borgo abbandonato, sperduto tra le montagne, unici occupanti dell’unica casa che non sia ridotta ad un ammasso di macerie fatiscenti, distanti chilometri da qualche traccia di civiltà. Allettante, vero? E in effetti cosa potrebbe andare storto?

In realtà, quando niente va per il verso giusto è come se nulla possa veramente andare storto. È anche questo uno dei tanti sensi del romanzo di Moresco...

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IL GIUDICE E IL SUO BOIA –  Friedrich Dürrenmatt

Scritto da Nunzia Procida

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Il giudice e il suo boia (1952, Feltrinelli) è il primo giallo di Friedrich Dürrenmatt, un meccanismo perfetto capace di mantenere alta l’attenzione del lettore fino all’ultima pagina. La storia, ambientata in Svizzera nel 1948, inizia così:

«La mattina del tre novembre 1948, nel punto in cui la strada di Lamboing (uno dei villaggi del Tassenberg) esce dal bosco che degrada lungo il vallone del Twannbach, il gendarme di Twann, Alphons Clenin, trovò una Mercedes azzurra ferma sul ciglio della strada. C’era nebbia, come spesso accade nei mattini di tardo autunno; Clenin era già andato oltre ma poi si decise a tornare indietro...

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Sapere cosa fare

Scritto da Francesco Corigliano

heart.brainL’altro giorno ho accompagnato un amico che doveva intervistare Antonio Moresco. Ci siamo seduti ad un tavolino, abbiamo parlato di letteratura, di editoria, di mondo. È stato un momento davvero piacevole, che credo che ricorderò a lungo sia per l’emozione, sia per la vergogna di parlare con un autore simile di cui ho letto pochissimo. Mi dico che così mi resterà più impresso in mente, anche se sa di giustificazione. Boh. In ogni caso touché, cara realtà, me l’hai fatta ancora una volta.

Comunque, tra i tanti punti toccati nella conversazione ha spiccato quello relativo alla condizione della letteratura oggigiorno. Si ha accennato alla lettera dello stesso Moresco a Baricco, in cui si discuteva sul ruolo dell’autore.
Personalmente, sto totalmente con Moresco...

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Se insaponi abbastanza…

Scritto da Francesco Corigliano

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Ieri ho finito di leggere Fight Club. Doveroso ricordare ai simpaticoni che leggendo stanno pensando “eheheh la prima regola del fait clebb e’ non si parla del fait clebb!!!1” che questa cosa non fa più ridere e per favore smettetela.

In effetti ci sono tante cose di cui parlare. È interessante la struttura circolare, l’andamento “a elastico” del tempo narrativo, i flash continui inframmezzati da frasi e pensieri, in un flusso di coscienza un po’ scattoso e sferragliante.

In questo senso, è singolare quanto il libro e il film abbiano, da un punto di vista stilistico, delle grosse affinità. Sarà stato bravo, Fincher, o forse solo pigro? Non so...

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Con-dannati

Scritto da Nunzia Procida

10524949_10203529085139716_1928401327_n Cosa Nostra, come ogni forma di criminalità organizzata, si è ampiamente radicata nei territori di  appartenenza. Se da un lato la violenza è la manifestazione più tangibile della sua presenza – in  quanto richiama l’attenzione pubblica per la sua crudeltà – al tempo stesso un aspetto solidaristico  di parvenza ne fa accrescere il consenso sociale.

 Salvatore Lo Cascio riaprì gli occhi con le stesse paure della sera passata. Da quando la moglie lo  aveva cacciato di casa non aveva chiuso occhio, e l’ultima notte era stata la peggiore. Era rimasto per  tutto il tempo fra il sonno e la veglia, in un limbo oscuro che aveva sullo sfondo il terrore. La paura di  morire, una sensazione che, quando aveva fatto la sua scelta di vita, gli era del tutto estranea.

 Era conscio ...

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La festa dell’insignificanza, di Milan Kundera

Scritto da Nunzia Procida

10517064_10203496630608373_2003549361_nMilan Kundera è uno di quegli autori per i quali ti basta leggere due righe a caso da un suo romanzo per farti dire con sicurezza: “É Kundera!”; la sua scrittura ha una particolarità irripetibile e ogni pensiero da lui espresso ha un significato assolutamente singolare. La maggior parte delle sue opere narrative trova la sua unità in alcuni temi o motivi centrali, ripetuti ed elaborati, intrecciati a sequenze narrative differenti che restituiscono al lettore l’effetto polifonico purtroppo assente in molta letteratura contemporanea. Lo spirito del romanzo, come suggerisce lo stesso scrittore ceco naturalizzato francese, «è lo spirito della complessità. Ogni romanzo dice al lettore: “le cose sono più complicate di quanto tu pensi”...

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Ritratti Letterari

Scritto da Erman Petrescu

Oggi esordisce su AnteCritica (e ne siamo contenti e onorati) il fumettista Eugenio Colonna, che inaugura una nuova rubrica di illustrazioni dedicata ai grandi scrittori di sempre. 

Eugenio Colonna, nato a Cosenza nel 1979, ha frequentato la Scuola Nazionale di Comix di Napoli. La sua passione è l’illustrazione.

Realizza ritratti e caricature su commissione. Ha un profilo e una pagina FB:  https://www.facebook.com/pages/Eugenio-shithead-Colonna/495778153862043?fref=ts

La bellissima illustrazione di questo venerdì è dedicata a Umberto Eco

 

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Il Flip-back, un elegante passo indietro

Scritto da Francesco Corigliano

flipNei secoli, l’oggetto-libro è evoluto insieme alla società umana. La sua forma è cambiata decine di volte: siamo passati dalla pietra al marmo, al legno e ai gruppi di tavolette, ai rotoli, a codici e codicini, a carte e cere e pixel, provando centinaia di materiali, sempre cercando l’equilibrio migliore tra praticità, qualità, robustezza peso e razzi e mazzi, e tutto questo per cosa? Per avere nel 2014 il flip-back.

Io credo che la cosa non sia stata recepita per come dovrebbe. Stiamo parlando del flip-back, questa cosa qui , una roba che basta solo andare sul sito e vedere l’espressione basita della ragazza in foto per capire che c’è qualcosa che non va. Flip-back, più o meno “sfogliare indietro”, e infatti voltare pagina è quello che dovrebbero fare tutti, metaforica...

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Fabrizio De Andrè, l’artigiano della parola. Studio di Varianti d’autore nelle canzoni La città vecchia e Se ti tagliassero a pezzetti

Scritto da antecritica

Articolo già apparso su DireFareScrivere, qui.

Prima di entrare nel dettaglio, prima di analizzare l’universo della produzione di Fabrizio De André, sarebbe forse più opportuno e più corretto trovargli un epiteto, il più vicino e conforme possibile a ciò che lui stesso credeva di rappresentare.

Chi era Fabrizio De André? Un poeta? Un cantautore? Un cantastorie?

Nel testo Fabrizio De André. Cantastorie fra parole e musica, curato da Claudio Cosi e Federica Ivaldi, il dilemma cerca di trovare risposta sin dall’inizio.

La definizione di “poeta” sembra apparentemente la più desueta, la meno convincente e scontata secondo molti studiosi, che confinerebbero tale appellativo alla composizione creativa che prescinde dalla musica ed è totalmente indipendente da essa...

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