Category Musica

‘Post-Apocaliptic-Punk’

Scritto da Luca Vecchio

Qual è il posto migliore per immaginare uno scenario post-apocalittico?vietcong1

Io banalmente partirei dagli USA, magari è un’idea un po’ stereotipata ma credo che il mondo degli yankees sia un ottimo scenario. Poi potrei immaginarmi, sempre lavorando di stereotipi, gran parte del nord ed ovest europeo, oserei anche con una bella megalopoli asiatica, magari cinese come Ordos.
Però insomma, diciamocelo, anche viaggiando con la fantasia l’ultimo dei posti immaginabili potrebbe essere il Canada, in particolare Calgary, ridente città industrializzata che al massimo ha ispirato quel bonaccione e romanticone di Bon Iver. Eppure Calgary è il luogo di partenza dei Viet Cong, è lo scenario preferito da cui Matt Flegel trae ispirazione per i propri testi, il proprio immaginario e le sonorità intense...

Read More

Dov’è il tuo amor (proprio)?

Scritto da Nunzia Procida

Cos’hanno in comune Wanna Marchi e Stefania Nobile con Fabrizio De Andrè e Dori Ghezzi?

La privazione della libertà: le prime hanno sperimentato il carcere, le seconde sono state vittime di un sequestro di persona.

Wanna Marchi e sua figlia sono state condannate per aver creato un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa e all’estorsione con un giro di oltre 32 milioni di euro fra il 1996 e il 2001.

Fabrizio De Andrè e la sua compagna furono tra le 173 vittime che l’Anonima Sequestri rapì in Sardegna fra il 1966 e il 1994. Era l’agosto del 1979 quando i due artisti vennero tenuti prigionieri per quattro mesi e rimessi in libertà con un riscatto di 550 milioni di lire.

I nostri quattro personaggi, dunque, hanno sperimentato la prigionia per un’eccessiva brama di de...

Read More

Even if it’s too bright, don’t cover your eyes

Scritto da Luca Vecchio

coverHo scoperto Mike Hadreas (in arte Perfume Genius) pochissimo tempo fa, giusto il tempo di perdermi un suo, a quanto pare, bellissimo concerto in un localino sgangherato nella periferia di Londra quest’estate.

L’aver mancato quel concerto, e la passione che la mia amica andata al “famoso” concerto prova per lui, mi ha spinto ad avvicinarmi a Mike. È stato colpo di fulmine al primo ascolto, la fragilità e allo stesso tempo l’arroganza di Hadreas mi hanno catturato. Per questo ho voluto parlare della forte lucentezza che sprigiona il suo ultimo lavoro, Too bright, perché per me è ancora più lucente e calda come sa essere solo un amore nuovo e non ancora corrotto...

Read More

Amore e Mephisto

Scritto da Luca Vecchio

giardini_di_miro_rapsodia_satanicaAvevo già visto non molto tempo fa “Rapsodia Satanica”, interessantissimo medio metraggio di Nino Oxilia del 1917. Ma quando ho saputo che i Giardini di Mirò avrebbero attinto al film per ri-musicarlo, come avevano già fatto per “Il Fuoco”, altro film muto del 1915 ad opera di Giovanni Pastrone, e dal quale hanno tirato fuori un piccolo gioiello con titolo omonimo (uno dei loro migliori lavori), ho immaginato che anche quest’ultimo lavoro sarebbe stato altrettanto interessante.

La rapsodia presentata è forse poco improvvisata, come dovrebbe prevedere una reale rapsodia, ma ne presenta comunque tutta la qualità poliedrica tipica della composizione musicale; permettendoci di cogliere spunti post-rock, slowcore, accenni new-wave, ritmi orientali, pomposità orchestrali e minimalis...

Read More

Libertà va cercando, ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta

Scritto da Nunzia Procida

Il 5 febbraio 1936 esce nelle sale americane Tempi moderni, il primo film sonoro (inteso come parlato) di Charlie Chaplin. Qui, Charlot canta una canzone dall’incomprensibile testo formato da un’accozzaglia di parole senza senso, che fungono da solo supporto alla musica, Je cherche après Titine.

Il brano, già tradotto in Italia negli anni Venti col titolo Io cerco la Titina, e la gestualità di Chaplin lasciano intendere che un uomo abbia perso la propria donna:

Io cerco la Titina,

Titina, oh Titina,

io cerco e non la trovo:

chissà dove sarà?

Dove sarà? Dove sarà?

All’indomani della Seconda Guerra Mondiale, per le strade di Napoli, d’Italia e poi del mondo intero, Cutolo e Cioffi riportano un’altra perdita: Isaia, durante la festa di San Gennaro, ha smarrito Zazà tra l...

Read More

Senza Nome ma con tante cose da dire

Scritto da Luca Vecchio

Bioscop VinileProbabilmente non è un caso che nello stesso periodo d’uscita del loro ultimo romanzo (L’armata dei Sonnambuli) i Wu Ming abbiano deciso di pubblicare un disco, in un certo modo assimilabile al libro, come se fosse una continuazione di un progetto più profondo. La cosa non sorprende affatto data la bella produzione sempre poliedrica e multimediale del collettivo.

Il titolo, Bioscop, ci introduce al tema che pervade l’album, una sorta di documentario sonorizzato che racconta le storie di (quasi) 10 uomini, tutti a loro modo, rivoluzionari...

Read More

Fabrizio De Andrè, l’artigiano della parola. Studio di Varianti d’autore nelle canzoni La città vecchia e Se ti tagliassero a pezzetti

Scritto da antecritica

Articolo già apparso su DireFareScrivere, qui.

Prima di entrare nel dettaglio, prima di analizzare l’universo della produzione di Fabrizio De André, sarebbe forse più opportuno e più corretto trovargli un epiteto, il più vicino e conforme possibile a ciò che lui stesso credeva di rappresentare.

Chi era Fabrizio De André? Un poeta? Un cantautore? Un cantastorie?

Nel testo Fabrizio De André. Cantastorie fra parole e musica, curato da Claudio Cosi e Federica Ivaldi, il dilemma cerca di trovare risposta sin dall’inizio.

La definizione di “poeta” sembra apparentemente la più desueta, la meno convincente e scontata secondo molti studiosi, che confinerebbero tale appellativo alla composizione creativa che prescinde dalla musica ed è totalmente indipendente da essa...

Read More

Ho provato a chiederlo a Kurt Cobain (ma mi ha risposto la moglie)

Scritto da Francesco Brancati

Riflessioni a caldo da servire fredde, di Francesco Brancati (fbrancati.fl@gmail.com)

Sarebbe bello, pensavo, se qualche giovane neo laureato in una qualsiasi laurea umanistica impiegasse un po’ del suo tempo libero, tra un concorso di dottorato fallito e una gita a Torino per farsi pubblicare il suo ultimo libro di poesie, a riflettere più da vicino su quanto è accaduto e sta accadendo in quella desolata terra di nessuno (insert coin) che è oggi il panorama indie pendicolare italiano. Credo che qualunque essere umano mediamente dotato sia in grado di apprezzare la correlazione esistente tra un modo di comunicare sostanzialmente anaforico, dilagante nella musica odierna, e l’attuale dipendenza delle giovani generazioni da social network come Facebook e Twitter (e più sono “indipende...

Read More