Category Recensioni

L’animale che diventò un dio: l’evoluzione secondo Yuval Noah Harari

Scritto da Alberto De Luca

Il pensiero scientifico odierno ritiene che sia un dato pressoché inconfutabile (nonostante il dibattito sia ancora forte in molti paesi) il fatto che la legge che sta alla base dei processi biologici sia l’evoluzionismo o, per usare un espressione più mainstream, la legge del più forte. Dato ciò per assodato, una delle domande più frequenti che si sono posti antropologi, biologi, etnologi e storici è come sia stato possibile che l’uomo, che in epoca preistorica era un “animale insignificante, il cui impatto sull’ambiente in cui viveva non era superiore a quello di gorilla, lucciole e meduse”, sia diventato l’essere dominante sul nostro pianeta. A questa domanda cerca di rispondere lo storico israeliano Yuval Noah Harari, autore del volume Da animali a dèi: breve storia d...

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Il caos non detto. “Il grande dio Pan” di Arthur Machen

Scritto da Francesco Corigliano

tumblr_mcjh4mgFyv1rpckauUna parte della letteratura subisce uno strano destino: può continuare ad essere letta e vissuta per molto tempo, diventando un classico (così li chiamano), ma soltanto grazie alle etichette che le sono state apposte sopra. Taluni libri, insomma, vengono considerati importanti perché particolarmente influenti in un certo settore o in un certo genere, e non nella letteratura tout court.
Capita così che un romanzo come Il grande dio Pan di Arthur Machen (qui il link al testo in inglese) venga tramandato oggi come un’opera importante nel genere fantastico e orrorifico; e capita però pure che altri romanzi, affini a quello di Machen per varie ragioni, siano riusciti ad emergere dalla “classicità di genere” assurgendo a riconosciuti capolavori di tutta la letteratura. Penso a Lo str...

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Il tempo dei miracoli crudeli

Scritto da Elena Vetere

solarisIncuriosita dai primi dieci minuti dell’omonimo film di Andrej Tarkovskij, ho acquistato Solaris di Stanisław Lem (1961), scrittore di Leopoli cresciuto a Cracovia, serbando la netta convinzione che non sarebbe stata una lettura esclusivamente riconducibile alla dimensione fantascientifica, cui pur strettamente appartiene.

Effettivamente, per assaporare bene il romanzo, non si può non ricorrere a più chiavi di lettura, prima tra tutte quella epistemologica – col perenne interrogativo sull’effettiva possibilità di raggiungere un pur minimo livello di conoscenza, di comprensione della “realtà solariana”, rendendo chiaro come Solaris non miri soltanto ad attrarre l’attenzione dei lettori di fantascienza, ma anche quella di coloro i quali abbiano la gioia, la volontà e la pazienza d...

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“Il giocatore” – e il gioco – di Dostoevskij

Scritto da Francesco Corigliano

il-giocatore-di-f-dostoevskij_3ec3492f3aec789a311348203132a170Appare chiaro sin dalle prime pagine che Il giocatore risente della strana vicenda che portò alla sua stesura. Nel bel mezzo del lavoro su Delitto e castigo, al povero Fëdor (o FIODOR, come figura sulla mia vetusta edizione BUR) viene chiesto di scrivere in un mese un bel romanzo da gettare in pasto all’editoria, per pagare i suoi debiti di gioco. La vicenda è curiosa e potete leggerla benissimo da qualche altra parte, ma dato che mi sento buono vi segnalo qui alcuni punti che ci permettono di capire come questo lavoro non sia semplicemente il frutto d’una urgenza o del bisogno di big money...

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‘Post-Apocaliptic-Punk’

Scritto da Luca Vecchio

Qual è il posto migliore per immaginare uno scenario post-apocalittico?vietcong1

Io banalmente partirei dagli USA, magari è un’idea un po’ stereotipata ma credo che il mondo degli yankees sia un ottimo scenario. Poi potrei immaginarmi, sempre lavorando di stereotipi, gran parte del nord ed ovest europeo, oserei anche con una bella megalopoli asiatica, magari cinese come Ordos.
Però insomma, diciamocelo, anche viaggiando con la fantasia l’ultimo dei posti immaginabili potrebbe essere il Canada, in particolare Calgary, ridente città industrializzata che al massimo ha ispirato quel bonaccione e romanticone di Bon Iver. Eppure Calgary è il luogo di partenza dei Viet Cong, è lo scenario preferito da cui Matt Flegel trae ispirazione per i propri testi, il proprio immaginario e le sonorità intense...

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Walpole e il caos di Otranto

Scritto da Francesco Corigliano

otranto-01Tutti hanno un amico un po’ incoerente e bislacco, uno di quelli che racconta storie piene zeppe di fatti, nomi e posti improbabili – storie e che quando abbiamo finito di sentirle ci sembrano, nonostante tutto (e incredibilmente) coerenti. Ebbene, anche nel 1764 qualcuno doveva avere un amico così, un amico di nome Horace Walpole – uno che pensò bene di pubblicare quella roba stranissima e strampalata che è Il castello di Otranto. Se nel XVIII secolo avessi avuto una wunderkammer ci avrei piazzato anche questo piccolo libricino, un miscuglio di temi protoromantici in ambientazione medievaleggiante, incastrato su una struttura da romanzo alessandrino; una massa traballante che davvero trabocca di cose ed eventi, al punto da sembrare spesso poco più che un canovaccio per un romanzo...

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Perché la Calabria?

Scritto da Francesco Corigliano

17197_836311016454077_7168085025997508375_nLa scorsa settimana mi è capitato tra le mani Perché la ‘ndrangheta, un breve pamphlet di Alessandro Tarsia, appena pubblicato dalla Pungitopo – una casa editrice dal nome, in questo caso, ben azzeccato.

Il libro di Tarsia, in effetti, infastidisce. Un fastidio appunto pungente, acuto, che prende qua e là. È uno di quei testi confezionati apposta, mirato, per bruciacchiare l’orgoglio di tutto e tutti. E il bello (o il brutto?) è che la Calabria non se lo merita, e insieme se lo merita eccome.

Perché è chiaro, infatti, che ci siano tante Calabrie...

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Eravamo quattro amici al bar e non sapevamo cosa volevamo cambiare

Scritto da Nunzia Procida

Ieri mattina, mentre navigavo nel vasto oceano della rete, mi sono ritrovata, inconsapevolmente, a vedere “Cara ti amo”, un film di Gian Paolo Vallati del 2011 che racconta la storia di quattro amici di vecchia data single e delusi dalle rispettive storie d’amore finite, come prevedibile, male. Il titolo ammicca all’omonima canzone di Elio e le Storie Tese sul cui testo sembrano costruirsi i quattro protagonisti: Rosario, Stefano, Paolo e Raffaele.

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Il film inizia con una didascalia, “Ogni giorno, in Italia, circa 100.000 donne ricevono un invito al ristorante”, cui segue un montaggio di tre incontri nello stesso ristorante fra Rosario, autore televisivo prima e teatrale poi, e tre sue “ospiti”: una finta autonoma femminista, un’eterna indecisa, una logorroica...

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Wells, ciechi, ragni e formiche

Scritto da Francesco Corigliano

formiche_tagliafoglieRecentemente mi sono capitati sotto mano tre racconti brevi di H. G. Wells, Nel Paese dei ciechi (1904), La valle dei ragni (1903) e L’impero delle formiche (1911). Sono contenuti in due distinti volumetti Adelphi della collana “Biblioteca minima”, entrambi muniti di un commento di Sandro Modeo – il quale ci assicura che tutti insieme costituiscono un trittico sul tema del “superorganismo” e sul senso di comunità.
Il che mi sembra abbastanza plausibile, sebbene Wells affronti la questione con un approccio diverso di volta in volta. Infatti, pare che questo superorganismo rappresenti un’integrazione sociale da cui l’uomo si tiene (a torto, a ragione, o per sbaglio) ben lontano, descritta attraverso l’opposizione tra gli esseri umani stessi e le creature che devono fronteggiare...

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Even if it’s too bright, don’t cover your eyes

Scritto da Luca Vecchio

coverHo scoperto Mike Hadreas (in arte Perfume Genius) pochissimo tempo fa, giusto il tempo di perdermi un suo, a quanto pare, bellissimo concerto in un localino sgangherato nella periferia di Londra quest’estate.

L’aver mancato quel concerto, e la passione che la mia amica andata al “famoso” concerto prova per lui, mi ha spinto ad avvicinarmi a Mike. È stato colpo di fulmine al primo ascolto, la fragilità e allo stesso tempo l’arroganza di Hadreas mi hanno catturato. Per questo ho voluto parlare della forte lucentezza che sprigiona il suo ultimo lavoro, Too bright, perché per me è ancora più lucente e calda come sa essere solo un amore nuovo e non ancora corrotto...

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