Category Teatro

Progetto More 2015/2016 – Teatro Morelli

Scritto da antecritica

PROGRAMMAZIONE +MORE

DICEMBRE 2015> APRILE 2016

 

Teatro Morelli

Lungo Busento Oberdan, I

Cosenza

 

Ritornano le serate firmate +More – La scena contemporanea a Cosenza, dirette e organizzate dalla compagnia Scena Verticale, ancora una volta giunta in cima alla graduatoria del nuovo bando sulle residenze teatrali promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Regione Calabria. Il Progetto More, tra i quattro selezionati in Calabria e unico nella provincia di Cosenza, nasce nel 2012 in collaborazione con il Comune di Cosenza e diventa residenza teatrale nel 2013, ponendosi come punto di riferimento per la città per quanto riguarda il teatro contemporaneo. Dal mese di novembre è già attiva la Scuola di Teatro, diretta da Dario De Luca, che andrà avanti fino a magg...

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Primavera dei Teatri. Nuovi linguaggi della scena contemporanea

Scritto da antecritica

Riceviamo e pubblichiamo un avviso riguardo a un’interessante iniziativa teatrale.

Primavera dei Teatri

nuovi linguaggi della scena contemporanea

Castrovillari

29 maggio – 2 giugno 2015

XVI edizione

 

La direzione artistica di Saverio La Ruina e Dario De Luca rinnova in questa sedicesima edizione la propria volontà di tener fede alla vocazione esplorativa nei confronti degli artisti emergenti, rivolgendo il proprio sguardo alla nuova drammaturgia e alle compagnie di recentissima formazione, provando a intercettare anche i segnali più vitali sparsi nella penisola. Un’edizione che lancia e stimola e che, anche quest’anno, propone un cartellone ricco di prime nazionali.

Dopo il successo riscosso con Lo splendore dei Supplizi, presentato a Primavera dei Teatri 2013, la compagnia F...

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Talìa, Otello

Scritto da Elena Vetere

otello-luigi-lo-cascio-_mg_3285Molto male. Mia madre ebbe quel fazzoletto da una zingara egiziana, una maga che sapeva leggere nel pensiero. Nel darglielo, la maga le aveva detto che finché l’avesse portato con sé, quel fazzoletto l’avrebbe fatta apparire sempre desiderabile e che mio padre sarebbe rimasto fedele al suo amore. Ma se lo avesse perduto o regalato sarebbe divenuta odiosa agli occhi di mio padre, e il suo cuore sarebbe andato a caccia di altri amori. Mia madre, morendo, lo diede a me, e mi fece promettere che se mi fossi sposato, l’avrei dato a mia moglie. Così ho fatto. Abbine cura e tienilo caro. (Otello, III, IV)

Il sabato 14 marzo al Teatro Auditorium dell’Università della Calabria, Luigi Lo Cascio ha rappresentato la sua riscrittura di Otello...

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Compagnia delle Alghe al Teatro Rendano con La Bella e La Bestia Musicaltour

Scritto da antecritica

Pubblichiamo un avviso riguardo ad una bella iniziativa teatrale, a Cosenza.

Compagnia delle Alghe al Teatro Rendano con La Bella e La Bestia Musicaltour

Silvia Di Stefano nel ruolo di Belle. Stefano D’Orazio testimonial

Il prossimo 24 Aprile, nella storica cornice del teatro di tradizione Alfonso Rendano di Cosenza, la Compagnia delle Alghe diretta da Massimiliano Pellegrino, porterà nuovamente in scena La Bella e La Bestia, spettacolo musicale ispirato ad uno dei più celebri film d’animazione Disney, con un doppio appuntamento: matinée per le scuole a partire dalle ore 09:00, soirée per il grande pubblico alle ore 21:00.

Dopo il successo della rappresentazione tenutasi presso il teatro Morelli di Cosenza, lo scorso 12 dicembre, alla presenza del principe del musical italiano,...

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Don Giovanni e l’imbarazzo della scelta

Scritto da Nunzia Procida

11009737_10205085880178619_1243845275_o“Madamina, il catalogo è questo

delle belle che amò il padron mio;

un catalogo egli è che ho fatt’io.

Osservate, leggete con me.

In Italia seicento e quaranta,

in Allemagna duecento e trentuna,

cento in Francia, in Turchia novantuna,

ma in Espagna son già mille e tre!

V’han fra queste contadine,

cameriere e cittadine,

v’han contesse, baronesse,

marchesane, principesse,

e v’han donne d’ogni grado,

d’ogni forma, d’ogni età.

Nella bionda egli ha l’usanza

di lodar la gentilezza,

nella bruna la costanza,

nella bianca la dolcezza.

Vuol d’inverno la grassotta,

vuol d’estate la magrotta;

è la grande maestosa,

la piccina è ognor vezzosa …

Delle vecchie fa conquista

per piacer di porle in lista;

ma passion predominante

è la giovin principiante.

Noti si picca se sia ricc...

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Il Manfred di Byron/Bene

Scritto da Erman Petrescu

10893471_513230838816920_1328840617_n“Byron prese a scrivere il Manfred nel 1816, in Svizzera; da poco si era separato dalla moglie, evento drammatico e poeticamente eccitante, inasprito e insaporito da sospetti di segrete tragedie e innominabili infamie. Condizione psicologica, questa, assai idonea a incrementare quel vizioso ed astuto rapporto che il poeta intratteneva con la propria immagine, di personaggio fatale, nobile e maledetto; estremo nelle azioni tristi ed oneste, come si dice appunto nel Manfred. Al gusto declamatorio della dannazione letteraria il fasto solenne delle montagne svizzere fornì un repertorio di immagini e di emblemi agevoli ed eccitanti, insieme sacri ed orrendi.

Il Manfred venne terminato nei primi mesi del 1817 […] Prevalse dunque, allora, una lettura faustiana, prometeica, affascinata dalla re...

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Eduardo e il Natale

Scritto da Silvio Scarpelli

2Quando ero piccolo Natale voleva dire anche Eduardo. In una sorta di rituale che sostituiva le preghiere guardavamo una vecchia VHS dove mio padre aveva registrato, grazie all’immortale videoregistratore marchiato Sony, la messa in onda di Natale in casa Cupiello¹. Seduti sui divani con gli occhi puntati verso lo schermo dell’ITT non ci lasciavamo sfuggire una battuta, un mutamento fisiognomico nel volto degli attori, un gesto che caratterizzava i personaggi. E, ovviamente, ridevamo. Ma di una risata complessa, tutta costruita su un’intricata relazione di segni. Spesso capitava che interrompevamo la visione prima che cominciasse il terzo atto, la parte drammatica dello spettacolo...

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L’incomunicabilità dell’amore in “Sabato, domenica e lunedì”

Scritto da Nunzia Procida

Nel 1959, Eduardo De Filippo porta in scena, per la prima volta, Sabato, Domenica e Lunedì, commedia in tre atti, ciascuno per i giorni del titolo[1].

L’opera si apre con Rosa e Virginia intente a preparare il ragù[2] per il pranzo della domenica[3].

Rosa    Adesso mi vuoi insegnare come si fa il ragù? Più ce ne metti di cipolla più aromatico e sostanzioso viene il sugo. Tutto il segreto sta nel farla soffriggere a fuoco lento...

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Fatti buona nomina e scassa chiese  

Scritto da Nunzia Procida

10732521_10204218637018082_2112632931_oIl prodotto più esportato da Napoli nel mondo non è stata, come si tenderebbe a credere, la pizza né la musica né sono stati gli spaghetti: è stata la sua immagine. Per quanto questa immagine si sia formata nella mente dei singoli essa si è nel tempo alimentata, sedimentata nella dimensione collettiva creandone, così, lo stereotipo.

Se gli scatti dei turisti e le cartoline hanno messo l’accento sui topoi della città – il Vesuvio, la pizza, il mandolino, Pulcinella e gli scugnizzi – le fotografie della cronaca nera hanno restituito una rappresentazione di un contesto degradato al solo fatto delittuoso e per esso alla sinaptica associazione del morto ammazzato dalla camorra...

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