Il perché dell’emotivo

Scritto da Francesco Corigliano

Uno dei problemi più attuali, riguardo la letteratura, non è tanto il “come” quanto il “perché”.
Sempre più spesso, infatti, si riconosce nella produzione editoriale contemporanea la tendenza al “romanzo di sé”, allo scritto autobiografico, all’esperienza trasfigurata in appassionante avventura dei sentimenti.
Lungi da ogni intento di questo scritto il sindacare sull’importanza dell’esperienza individuale, e anche di sindacare sulla necessità di esprimere l’esperienza in sé; ma – e questo va chiesto tanto a editori quanto a lettori – c’è davvero necessità di piazzare l’esperienza su un libro, e poi di venderlo? Perché il bisogno di diffondere, e soprattutto di vendere, un racconto della propria storia – per quanto velato, romanzato, restaurato?
La v...
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La vita di Adele

Scritto da Fiorenzo Polito

Vita di Adele, “il rimpianto è qualcosa in meno nel cuore”

All’apparenza le giornate di Adele (Adèle Exarchopoulos) sono quelle di un’ordinaria adolescente, che si divide fra la vita del liceo, le chiacchiere con le amiche e la famiglia. Le interessa la letteratura e si dedica con scrupolo alla scrittura del suo diario. Tutto rientrerebbe nella norma, se non fosse che Adele si trova a dover affrontare il dramma della sessualità. Dopo una fallimentare relazione con un coetaneo, la ragazza conoscerà Emma (Lèa Seydoux), che la introdurrà teneramente a quella che sarà una nuova e profonda fase della sua vita.

Il primo incontro, fugace e inosservato, di Adele ed Emma suscita nella protagonista una famelica curiosità, un’incontrastabile voglia di auto-conoscenza e di riflessione, che i...

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Un blog? Ancora?

Scritto da Francesco Corigliano

Particolare di Clockwork collage beasts,
dell’argentino Diego Mazzeo
Nelle nostre ore, Internet è sinonimo di opinione. Non serve né intuito né un grande spirito d’osservazione per rendersi conto che i social network, i forum, le riviste online non sono più luogo di informazione e di discussione, quanto piuttosto meri magazzini di pareri.

Di opinioni, per la verità, non si dovrebbe mai averne abbastanza. Però siamo riusciti, noi giovani del nuovo millennio, noi nuove speranze e noi “classe dirigente del futuro”, a trasformare uno strumento potente come Internet in un pantano di sensazioni, opinioni, convinzioni e convenzioni...

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