Don Giovanni e l’imbarazzo della scelta

Scritto da Nunzia Procida

11009737_10205085880178619_1243845275_o“Madamina, il catalogo è questo

delle belle che amò il padron mio;

un catalogo egli è che ho fatt’io.

Osservate, leggete con me.

In Italia seicento e quaranta,

in Allemagna duecento e trentuna,

cento in Francia, in Turchia novantuna,

ma in Espagna son già mille e tre!

V’han fra queste contadine,

cameriere e cittadine,

v’han contesse, baronesse,

marchesane, principesse,

e v’han donne d’ogni grado,

d’ogni forma, d’ogni età.

Nella bionda egli ha l’usanza

di lodar la gentilezza,

nella bruna la costanza,

nella bianca la dolcezza.

Vuol d’inverno la grassotta,

vuol d’estate la magrotta;

è la grande maestosa,

la piccina è ognor vezzosa …

Delle vecchie fa conquista

per piacer di porle in lista;

ma passion predominante

è la giovin principiante.

Noti si picca se sia ricc...

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Wells, ciechi, ragni e formiche

Scritto da Francesco Corigliano

formiche_tagliafoglieRecentemente mi sono capitati sotto mano tre racconti brevi di H. G. Wells, Nel Paese dei ciechi (1904), La valle dei ragni (1903) e L’impero delle formiche (1911). Sono contenuti in due distinti volumetti Adelphi della collana “Biblioteca minima”, entrambi muniti di un commento di Sandro Modeo – il quale ci assicura che tutti insieme costituiscono un trittico sul tema del “superorganismo” e sul senso di comunità.
Il che mi sembra abbastanza plausibile, sebbene Wells affronti la questione con un approccio diverso di volta in volta. Infatti, pare che questo superorganismo rappresenti un’integrazione sociale da cui l’uomo si tiene (a torto, a ragione, o per sbaglio) ben lontano, descritta attraverso l’opposizione tra gli esseri umani stessi e le creature che devono fronteggiare...

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Epica videoludica

Scritto da Francesco Corigliano

4thL’altro giorno stavo andando dal fruttivendolo e mentre ero per strada un tizio, tutto preso da una discussione con altri tizi, si è messo a urlare dicendo: “e l’epica? Che fine ha fatto l’epica?”

Già, che fine ha fatto l’epica? Dall’ortolano non c’era, e d’altronde non lo si può biasimare per questo. Sembra infatti che quello che fino a pochi secoli fa uno dei generi portanti, abbia fatto le valigie per abbandonare libri e libretti. Si dice che sia sparita dalla circolazione, che si nasconda, che a volte riappaia qua e là, nella letteratura americana, in quella francese, a volte in quella italiana (?). Lungi da me cercare di venire a capo del problema: non so perché la situazione sia questa, né quali siano i caratteri di questa assenza illustre.

Vorrei dire, però, ...

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Il Manfred di Byron/Bene

Scritto da Erman Petrescu

10893471_513230838816920_1328840617_n“Byron prese a scrivere il Manfred nel 1816, in Svizzera; da poco si era separato dalla moglie, evento drammatico e poeticamente eccitante, inasprito e insaporito da sospetti di segrete tragedie e innominabili infamie. Condizione psicologica, questa, assai idonea a incrementare quel vizioso ed astuto rapporto che il poeta intratteneva con la propria immagine, di personaggio fatale, nobile e maledetto; estremo nelle azioni tristi ed oneste, come si dice appunto nel Manfred. Al gusto declamatorio della dannazione letteraria il fasto solenne delle montagne svizzere fornì un repertorio di immagini e di emblemi agevoli ed eccitanti, insieme sacri ed orrendi.

Il Manfred venne terminato nei primi mesi del 1817 […] Prevalse dunque, allora, una lettura faustiana, prometeica, affascinata dalla re...

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Even if it’s too bright, don’t cover your eyes

Scritto da Luca Vecchio

coverHo scoperto Mike Hadreas (in arte Perfume Genius) pochissimo tempo fa, giusto il tempo di perdermi un suo, a quanto pare, bellissimo concerto in un localino sgangherato nella periferia di Londra quest’estate.

L’aver mancato quel concerto, e la passione che la mia amica andata al “famoso” concerto prova per lui, mi ha spinto ad avvicinarmi a Mike. È stato colpo di fulmine al primo ascolto, la fragilità e allo stesso tempo l’arroganza di Hadreas mi hanno catturato. Per questo ho voluto parlare della forte lucentezza che sprigiona il suo ultimo lavoro, Too bright, perché per me è ancora più lucente e calda come sa essere solo un amore nuovo e non ancora corrotto...

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La tregua

Scritto da Francesco Corigliano

1486734_512471702189719_2745946854188158272_nÈ Natale. Le luci risplendon su terra e crateri e nell’aria il silenzio è d’acciaio. Le stelle del cielo – la stella cometa – son dietro le nubi di polvere nera; da Ovest arriva vibrante l’urlo di aerei da caccia leggera.
È Natale e qui giù siam stretti l’un l’altro a scaldare le schiene e le teste; i cuori stanno (né freddo né caldo) ma di malavoglia stasera.
È Natale e vorrei scavare nel fango uscir sottoterra da fuochi e tempeste e sdraiarmi in salotto tra il gatto e il divano. Vorrei che le bombe non fossero morte, e stessero a casa (loro) attorno al presepe; vorrei che i proiettili – migranti per sempre – trovassero in patria il lavoro agognato, senza cercarlo tra il collo e il costato...

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Visse d’arte, visse d’amore per la musica. Puccini e le sue eroine

Scritto da Nunzia Procida

Il 22 dicembre 1858, a Lucca, nacque Giacomo Puccini. I Puccini erano da diverse generazioni maestri di cappella, pertanto non risultò difficile al piccolo Giacomo avvicinarsi alla musica. Le prime lezioni gli furono impartite, a suon di ceffoni, dallo zio Fortunato Magi che ebbe non poche difficoltà ad insegnare all’irrequieto nipote le nozioni basilari dell’arte del suono. Giacomo era svogliato, distratto ed eccessivamente dedito al gioco, alla bella vita e alle belle donne. Nessuno avrebbe pertanto scommesso sull’avvenire del giovane; sicuramente non fino a quando, a diciott’anni, si recò a Pisa a piedi per ascoltare l’Aida di Giuseppe Verdi. Puccini si abbandonò così all’amore per la musica...

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Aprile è il mese più crudele, ma manco dicembre scherza

Scritto da Francesco Corigliano

Flanders ruinHo finito ieri di leggere The Waste Land, nell’edizione BUR curata da Serpieri. Non so se sia tradotta bene rispetto ad altre – non ho fatto il confronto con altre edizioni – ma ho trovato particolarmente utili tutto l’apparato e l’introduzione, che danno buone indicazioni per interpretare quel telaio di echi e contro-echi che è ‘sto poemetto. Dalle prime quattro parti viene fuori una grande finestra sulla contemporaneità, col vetro spaccato in tanti – vorrei dire “troppi”, ma non posso – frammenti che riflettono fuori, che riflettono dentro, che riflettono altri frammenti, e altri vetri, e così via.

Serpieri esprime dei dubbi sul senso del finale (la quinta parte, What the thunder said) della Terra desolata...

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Le albe

Scritto da Francesco Corigliano

1390636_382662818503942_1129493379_nAllora sono andato attraverso l’accampamento. Il cielo era buio come attorno, e a Est si addensava il temporale.
Sono passato tra i soldati che giocavano a dadi e uno di loro si è voltato verso di me, mi ha parlato, ma io non ho capito cosa stesse dicendo. La battaglia veniva il giorno dopo e la notte era di veglia per tutti.
Sono andato dal cuoco e lui stava pulendo le marmitte. – La guerra è giusta – mi ha detto sgranando gli occhi, – perché i nostri figli e le nostre donne e i nostri padri hanno bisogno di cibo e noi dobbiamo avere i campi e le bestie. La guerra brucia tutto e rende tutto cadavere immangiabile. Ma poi viene sempre la pace, come vengono i fiori dalle radici sporche, e la pace vale il prezzo di tutto. La pace è il frutto da mangiare, la guerra il lavoro per ottenerlo...

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1522 è il numero antiviolenza donne

Scritto da Nunzia Procida

10807852_10204470258348458_452143173_nCi sono donne che sbattono contro le porte; ci sono donne che cadono dalle scale; ci sono donne che restano impigliate con la collana di perle alla maniglia del mobile della cucina. Queste donne qui sono tutte confuse, imbranate, incapaci, distratte. Sono così distratte da mettere a repentaglio la propria vita quasi ogni giorno. Ci sono donne che sbattono contro le porte e, poiché non possono mostrare agli altri il loro essere assonnate, passano una mattinata in bagno a coprirsi l’occhio nero.

Ci sono donne capaci di far perdere il lavoro al proprio marito; donne che proprio non riescono a stare zitte; donne che proprio non capiscono che non bisogna uscire di casa da sole, al pomeriggio, foss’anche per andare in Chiesa o appresso a una processione.

Ci sono donne che vorrebbero studia...

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